Biden: «Usa pronti a intervenire in Siria». Ed è polemica con Mosca

Gli Usa non escludono una «soluzione militare» in Siria, in particolare per combattere l’Isis. Lo ha detto il vice presidente americano Joe Biden citato dalla tv Arabiya. «Sappiamo che sarebbe meglio una soluzione politica… ma se questo non fosse possibile siamo pronti per una soluzione militare». Immediata la reazione di Mosca. Le dichiarazioni di Joe Biden sono considerate  «distruttive»: lo ha affermato una fonte diplomatica russa all’agenzia Interfax. «È bizzarro – ha detto la fonte – sentire queste dichiarazioni in un contesto in cui tutti i Paesi stanno cercando una soluzione politica, e tali minacce possono semplicemente essere distruttive».

Poi è arrivato lo stop della Casa Bianca. «Non ci sono cambiamenti nella strategia degli Stati Uniti in Siria»: così un funzionario della Presidenza Us a frena sulle parole del vicepresidente americano Joe Biden. «Il vicepresidente Biden – spiega – voleva dire che mentre noi stiamo lavorando per una soluzione politica per fermare la guerra civile in Siria, allo stesso tempo perseguiamo l’Isis anche sul piano militare. Nessuna novità».

Sul fronte dopolomatico, c’è ancora incertezza sulla data dell’avvio dei colloqui “intra-siriani” lunedi’ prossimo a Ginevra: l’inviato speciale dell’Onu sulla Siria, Staffan de Mistura, incontrerà la stampa lunedì, ma sull’avvio dei colloqui una decisione è attesa probabilmente domani al termine delle ultime consultazioni. Ieri, il portavoce delle Nazioni Unite Ahmad Fawzi aveva affermato che «è probabile che la data del 25 gennaio possa slittare di qualche giorno, semplicemente per ragioni pratiche». E Staffan de Mistura «potrebbe decidere domenica se si comincerà lunedì  o no, e se non sarà lunedi’ quando», ha aggiunto. «Stiamo ancora puntando a quella data, questo è l’obiettivo. La logistica è pronta, dalle stanze alla sicurezza, tutto è pronto affinché questi colloqui siano avviati al più presto la settimana prossima».