Berlusconi riparte dalle periferie di Milano: “La sinistra le ha snobbate”

Silvio Berlusconi, lei è appena stato in due storiche periferie: Baggio e Lorenteggio. Ritiene che Forza Italia abbia perso appeal nei ceti dirigenti milanesi e che il rilancio debba giocoforza passare dai quartieri? «Forza Italia è sempre stata presente nei quartieri a dispetto dell’immagine che si è voluta dare del nostro movimento. Il Pd sta in centro, Monti stava in centro, Pisapia è stato votato in centro. Se c’è un movimento che sta anche nelle periferie, questo è Forza Italia. Le periferie milanesi, pensiamo a Lambiate o alla Bovisa, non sono mai state nella storia i luoghi dell’abbandono. Certo non sono mancati i problemi, ma i quartieri di periferia sono sempre stati i luoghi dell’attivismo, delle grandi fabbriche, dell’immigrazione positiva di chi arrivava per lavorare. Tutto questo è durato fino agli anni di Albertini e Moratti, con la realizzazione di tanti progetti, come l’illuminazione delle vie, per fare un esempio. Realizzazioni non riconosciute dai media e snobbate dall’establishment, ma reali e che funzionano tuttora. Con Pisapia è avvenuto il contrario, tante parole sui giornali e basta».

Berlusconi ricorda l’impegno del centrodestra per le periferie milanesi

A sostegno della tesi della perdita di appeal di Forza Italia tra i ceti dirigenti ci sono, però, i diversi dinieghi a candidarsi di personalità alle quali si dice abbiate pensato come sindaco. L’impressione e che nessuno voglia mettersi in gioco per questo centrodestra, a differenza di anni passati. «Certo non è facile oggi decidere di candidarsi con il centrodestra, c’è un fuoco di fila mediatico e della magistratura che colpisce chiunque faccia politica non a sinistra. Mentre, come dimostra il caso di Giuseppe Sala, con la sinistra si usano i guanti bianchi. La mia vicenda è la prova lampante del trattamento che viene riservato a chi sta dall’altra parte. I moderati hanno un lavoro, cerchiamo i candidati tra gli esponenti dell’impresa, delle professioni, della cultura. Non sono politici di mestiere e quindi hanno molte difficoltà a scendere in campo. E comprensibile, visto il rischio concreto di venire perseguitati. Ma sono ottimista, l’amore per Milano prevarrà su tutto», dice l’ex premier a “il Giorno”.

Berlusconi attacca Sala, “manager nato, cresciuto, valorizzato dal centrodestra”

Giuseppe Sala si è autodefinito come l’avversario più difficile per voi del centrodestra, ha dichiarato che se dovesse vincere lui le primarie del centrosinistra voi non sapreste chi opporgli. Lei che dice? «Il dottor Sala si è snaturato e si vede. Dispiace che un manager nato, cresciuto, valorizzato dal centrodestra, una persona che attualmente ha ancora molte relazioni con noi, per amore del potere vada contro se stesso. Sono giochi che durano poco. Faccio una previsione: se Sala dovesse vincere prima le primarie, e poi le elezioni, ma non lo credo, non andrà oltre i primi due anni di mandato perché la sinistra gli impedirebbe di governare». Perché non ovete proposto voi Sala per il centrodestra? «Ci abbiamo pensato ma il suo gioco era chiaro da subito. Sala ha fatto un patto di potere con la maggioranza: utilizzare tutti gli asset di Expo, media, finanziamenti assegnati a varie realtà della città, relazioni strette grazie all’evento, per ottenere sostegno in campagna elettorale. Il suo è un gioco di potere che non poteva che essere fatto con la sinistra. Inutile chiedergli di stare con noi».