Attenzione: il padrone è solo quello col maglione. Gli altri sono i suoi vassalli

Attenzione: il padrone è solo quello col maglione. Il servitore invece è quello in giacca e cravatta col sorrisone a trentadue denti. Precisazione necessaria. Perchè magari, guardando distrattamente la Tv qualcuno avrebbe potuto convincersi del contrario. Commettere l’errore di confondere padrone e servitore. Perciò, ricapitolando, il padrone è quello col maglione. Maglione rigorosamente scuro, ostentato con spocchia e sussieguo. Ovunque: anche alla Casa Bianca. Anche a Wall Street. Perchè il maglione è il moderno simbolo di chi può. Di chi sa di potere qualunque cosa. Di colui a cui tutto è consentito, concesso. È questo il tempo del maglione di cachemire. Così come in precedenza fu il tempo del Rolex sopra il polsino della camicia di jeans. Status simbol si chiamò. E status simbol era. Quello d’allora e, persino di più, quello di oggi. Quello di un manager scopertosi Re per insipienza altrui. O solo per cronica mancanza di concorrenza. Oppure per una chiara crisi di capacità, per il rapido diradarsi di intelligenze eventualmente disponibili. Un sovrano che tutto dispone. E che al posto della corona ha scelto il maglione. Che si compiace di mostrarsi alle telecamere per consigliare al popolo cosa sia giusto guardare (la Formula Uno) e cosa sia meglio comprare (Fco) . Con in più un sorriso bonario che si permette anche di manifestare una evidente imperfezione dentaria oltre a qualche veniale intoppo linguistico. Perchè lui è il Re. Lui è il padrone. Padrone col maglione. E gli altri, tutti quegli altri che stanno adoranti in platea, a cominciare dalle prime file sono solo i suoi fedeli vassalli. Anche chi, per questioni di eredità, si è trovato catapultato alla guida della Casa madre. E soprattutto quell’altro tanto giulivo e sorridente. Quello in giacca e cravatta. Quello che i calcoli (sbagliati) altrui hanno catapultato al Governo.