Attentato Isis sventato a Firenze? Una bufala: Anonymous prende le distanze

Le dichiarazioni sul web accrediate a un membro di Anonymous su un possibile attentato che sarebbe stato sventato a Firenze da parte del gruppo di hacktivisti sono apparse strane già a ridosso dell’invio del post. Ma oggi, i dubbi paventati da più parti assurgono al rango di veri e propri sospetti…

Attentato sventato a Firenze? Anonymous prende le distanze

È netta la presa di distanza degli hacker di Anonymous rispetto «alle dichiarazioni rilasciate da un membro di nome X» che solo pochi giorni fa aveva annunciato un attentato dell’Isis sventato in Italia, a Firenze, dal gruppo. «Non è stato mai il nostro modus operandi rilasciare dichiarazioni personali» si legge su Facebook, o rivendicare «operazioni non verificate da tutti» gli hacktivisti. Di più: Anonymous Italia ricorda che il loro modo di operare non è quello di «rilasciare dichiarazioni senza fornire documenti inconfutabili relativi a quanto dichiarato» o «creare allarmismo generalizzato senza fornire prove concrete di ciò che stavamo comunicando. Nel post, poi, viene anche ricordato come Anonymous «non sia un gruppo di intelligence», e tanto più deve «sostituirsi agli organi preposti al controllo e alla vigilanza dell’interesse nazionale ed internazionale» e, per questo, le eventuali informazioni, qualora ce ne fossero state, «di fronte al bene nazionale», sarebbero state trasmesse alle forze dell’ordine». «Questo – è ribadito nella nota sul web – sarebbe stato il modo giusto di comportarsi»…

I dubbi e la smenita del Questore di Firenze

Una smentita che trova in qualche modo conferma anche sulla sponda opposta. Fin dall’inizio «la procedura» messa in campo da chi la sera del 31 dicembre scorso, a poche ore dal concerto in piazza Pitti a Firenze, aveva annunciato di aver sventato un attentato dell’Isis nel capoluogo toscano era apparsa «strana» alle forze dell’ordine, ha dichiarato a sua volta anche il questore di Firenze, Raffaele Micillo commentando la presa di distanza degli hacker di Anonymous Italia rispetto «alle dichiarazioni rilasciate da un membro di nome X». E del resto, già forma e sostanza del primo annuncio, quello del 28 dicembre, nel quale non veniva indicata la città eventuale target dell’agguato terroristico, ma che riferiva, genericamente, di un attentato sventato in Italia, aveva lasciato perplessi i vertici della sicurezza. «Non era una procedura “regolare“ – prosegue dunque il questore Micillo – perché erano anomale tutte le modalità». «Ora si tratta di capire chi stia dietro» a un allarme dato a poche ore dalla mezzanotte del 31 dicembre; chi abbia avuto interesse ad alimentare la paura nei cittadini pur nella consapevolezza che «le forze dell’ordine sono sempre state presenti» e nella convinzione che le persone «non devono cambiare le proprie abitudini o vivere con la paura», ha concluso il questore. Una risposta che per ora resta in sospeso, ma che le indagini avviate già la sera dell’ultimo dell’anno non tarderanno a fornire.