Arriva il test del sangue per “prevedere” il cancro. Ma quanto costerà?

Basterà un semplice esame del sangue per scovare nel Dna le tracce dei rumori? L’annuncio arriva dagli Stati Uniti, da una società finanziata da Bill Gates e Jeff Bezos, la Grail. Secondo i ricercatori, in un prossimo futuro, ci si potrà avvalere della tecnologia di Illumina, il gigante americano delle biotecnologie, che studia le tecniche sequenziali del codice genetico. Rilevanti anche le cadute economiche: 20 miliardi di dollari nel caso peggiore, 200 secondo lo scenario migliore. Un affare gigantesco, come si può immaginare. Ma anche una scoperta scientifica che cambia enormemente lo scenario medico. “Tecnicamente, l’obiettivo di Illumina è raggiungibile – spiega in una intervista a Repubblica, Pier Paolo Di Fiore, uno degli scienziati italiani più attivi nel fronte della lotta al cancro. Ma cosa faremo con un test del sangue capace di diagnosticare tumori piccolissimi?”. Scovare i tumori con un semplice test del sangue è una delle frontiere della medicina di oggi. Le cellule malate, quando muoiono, rilasciano frammenti del loro Dna nel sistema circolatorio. Tracce che possono permettere, con tecniche raffinatissime, di risalire all’identikit del tumore. Al momento siamo ancora in una fase sperimentale. Uno studio simile a quello di Grail viene condotto anche in Italia. Si chiama Cosmos II e viene condotto dall’Istituto europeo di oncologia. Secondo Pier Paolo Di Fiore il vero problema si porrà quando “la nostra capacità di identificare tumori anche molto piccoli supererà la nostra capacità di curarli”. “Rischiamo – aggiunge – di cadere nella sovradiagnosi”. “Nel nostro corpo a volte si formano tumori che con il tempo regrediscono da soli o che si stabilizzano senza creare alcun problema. Diagnosticarli molto precocemente potrebbe spingerci a prescrivere cure inutili. Oltre a migliorare la nostra capacità di diagnosi, dovremmo capire meglio quella fase misteriosa in cui il cancro inizia a formarsi ma noi ancora non lo vediamo”.