Appello agghiacciante di un chirurgo: «Donate fondi per i trapianti di testa»

Trapianti di testa, è questa la nuova frontiera della neurochirurgia? Ce n’è abbastanza per far  accapponare la pelle. E non c’è nulla da ridere  a ridere. Perché non sembra affatto una bufala. O almeno c’è qualcuno che ci sta pensando seriamente. Torna infatti a far parlare di sé il neurochirurgo italiano Sergio Canavero, impegnato, appunto, nella inquietante ricerca sui trapianti di testa. L’aspirante “pioniere” dei trapianti di testa ha lanciato un appello ai «miliardari russi» e al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, invitandoli ad «investire fondi per rendere possibile il primo trapianto di testa nella storia del pianeta».

Canavero, in una lunga intervista all’agenzia Ria Novosti, ha spiegato che i test condotti in laboratorio insieme al collega cinese Ren Xiaoting «hanno avuto successo» e gli animali – gli esperimenti sono stati condotti sui topi – hanno conservato la mobilità degli arti. «Abbiamo dimostrato la validità del protocollo Gemini e alcune riviste scientifiche hanno accettato i nostri articoli in cui spieghiamo il metodo usato», ha aggiunto Canavero. In Cina è stato condotto poi anche un test su una scimmia. L’animale è sopravvissuto per 20 ore al trattamento, ma poi è stato soppresso per evitare «inutili sofferenze». Riguardo alla sorte del giovane russo Valeri Spiridonov, che si era candidato a sottoporsi al primo trapianto, Canavero ha spiegato che l’intervento non può essere realizzato in Cina per ragioni “etiche e biologiche” e l’unica chance sarebbe quella di operare in Russia o in Paesi europei. Dove però non ci sarebbe “volontà politica” di procedere (verrebbe quasi da ridere se non fosse una faccenda tragica) . In aggiunta, l’intervento è molto costoso e servirebbero ingenti finanziamenti. Da qui l’appello ai miliardari.

Qualche mese fa il primo dei trapianti di testa sembrava cosa fatta, tanto che sull’edizione on line del quotidiano Libero si poteva leggere: «Segnatevi questa data: 2017. In quell’anno in Cina si effettuerà il primo trapianto di testa su un nuovo corpo e ad occuparsene sarà nientemeno che il neorochirurgo italiano Sergio Canavero. Lasciate perdere il romanzo di Mary Shelley Frankenstein perché qui si fa sul serio. Il volontario russo, Valery Spiridonov, che si è offerto come paziente-cavia ha commentato: “Affronto con sufficiente tranquillità questo tema, in attesa che si confermi la data. Non mi interessa né dove né quando, non ho fretta. Quel che mi interessa è l’affidabilità del procedimento”». A quanto pare non se n’è fatto nulla. E la cosa francamente non ci dispiace.