Antifascismo pecoreccio, Merola sul raduno Apf: «Non rompete le p…»

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha inaugurato un nuovo genere politico-ideologico, quello dell’antifascismo pecoreccio e al turpiloquio. «Ma non hanno niente di meglio da fare nella vita che rompere le palle a questa città?». Così il primo cittadino bolognese, interpellato in materia dai giornalisti, si è espresso a proposito del raduno degli eletti in enti locali e parlamenti europei organizzato in città per martedì 19 gennaio dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore. «Razzisti e xenofobi – ha poi aggiunto Merola, durante un convegno sulla città metropolitana organizzato alla Cisl – non avranno mai niente a che fare con Bologna, se non complicare i problemi di ordine pubblico. La nostra città è antifascista, quindi dico solo: vedete di non fare troppi danni e, se possibile, questa iniziativa fatela da un’altra parte. Non sarà questa gentaglia a compromettere il presente e il futuro di Bologna». L’ardente antifascismo di Merola non disdegna le espressioni grevi e pecorecce.

Contro il raduno  di Bologna si erano già mobilitati vari esponenti della sinistra locale, tutti ispirati all’natifascismo pi rigoroso. Il Pd ha chiesto che sia «evitata la vergogna dei saluti romani». «Il movimento Apf (Alliance for peace and freedom) guidato dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore – scrive il capogruppo Pd in Regione, Stefano Caliandro – riunirà a Bologna gli esponenti di estrema destra eletti nelle amministrazioni locali europee. Non possiamo certo impedire che persone elette come sindaci, consiglieri o membri dei parlamenti regionali si riuniscano nella nostra città. Vorrei però che questi rappresentanti delle istituzioni si dimostrassero rispettosi verso la città medaglia d’oro della Resistenza, non come successe lo scorso novembre davanti al Sacrario dei caduti di piazza Maggiore o con la manifestazione in Via Mattei contro gli immigrati. Vorrei che a Bologna fosse evitata la vergogna dei saluti romani per i quali la città attende ancora le loro scuse». Così parla un intransigente rapprrsentante dell’antifascismo emiliano, il quale, però, ha forse dimentcato che Bologna ha assistito negli ultimi tempi a ben altre vergogne.