Alfano nei guai. Senza voti, minaccia Renzi: «Rischio di slavine…»

«Le unioni civili “non fanno parte del programma di Governo: c’è il rischio che la palla di neve diventi una slavina. Spero che il Pd trovi un punto di equilibrio». Così il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervistato dal Tg3, risponde sui possibili rischi per il Governo dal provvedimento in esame.

Prova a mostrare quel “quid” del quale Berlusconi (e non solo lui) dubitava. Angelino Alfano, fatti due conti sul peso elettorale del suo partito a pochi mesi dal voto, è costretto ad alzare la voce per evitare la scomparsa politica. «Sul nostro futuro non accettiamo lezioni né invasioni di campo. Noi abbiamo realizzato i nostri programmi e il fatto che coincidano con quelli del capo del governo è indispensabile per proseguire». Il primo messaggio della sua lettera ospitata da Repubblica è rivolto alla minoranza del Pd: se ai compagni del Nazareno  non piace la proposta centrista – avverte Alfano – affrontino la questione con il segretario del Pd che poi è il capo del governo. «Se alla minoranza del Pd questo governo non va bene, faccia le proprie scelte, provi a farlo cadere, ma non ci usi come pretesto».

Alfano nei guai

E per ringalluzzire l’elettorato di centro Alfano deve insistere con la distanza dalla sinistra e cercare di far ingoiare l’alleanza con Renzi, anche a costo di piroette lessicali degne di miglior causa. «Noi non siamo di sinistra e lo abbiamo chiarito nel nome, nell’azione politica e di governo. Non intendiamo diventare di sinistra, non intendiamo partecipare alle primarie del Pd né tanto meno aderire ad alleanze in cui ci sia Sel». Non manca l’orgoglio per le imprese trascorse, necessario da esibire quando la casa brucia per salvare qualche vettovaglia. «Noi non rinunceremo a una sola delle nostre idee per piacere ad altri. Noi non sbianchetteremo un solo giorno della nostra biografia per rincorrere quanti avevano torto ieri, quando la sinistra perdeva e il vero centrodestra vinceva».

AAA cercansi elettori

Al centrodestra, che in queste ore dimostra dinamismo e la possibilità di battere la sinistra (grillini esclusi) in caso di riunificazione, Alfano riserva qualche stoccata a partire dall’attacco, seppur tiepido, agli errori del Cavaliere, confermando il parricidio di Berlusconi consumato quando il ministro dell’Interno e i suoi accoliti a Palazzo Chigi mollarono il Pdl per fondare l’Ncd («decine di deputati e senatori ebbero il coraggio di fondare un partito…»). Insomma dove guarda il futuro del Nuovo centrodestra (al momento senza futuro?). «Tanti italiani non sono di sinistra né intendono assecondare progetti estremisti e antieuropei”, spiega Alfano, «perciò lavoriamo per questa alleanza e, per le amministrative, lavoriamo su candidature autonome, convinti di avere in tante città il candidato migliore». Ma non sembra che Alfano e la sua area popolare riescano a intercettare il consenso di “quegli italiani”, che al momento, stando ai sondaggi, preferiscono Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia (anche se in difficoltà).