30 anni fa la tragedia dello Shuttle, esploso in diretta tv (VIDEO)

Doveva essere la missione della prima maestra nello spazio ma il sogno finì a 73 secondi dal lancio quando una esplosione trasformò lo shuttle Challenger in una nube di fumo e fiamme. Erano le 17,39 (ora italiana) del 28 gennaio di 30 anni fa, quando la navetta della Nasa si disintegrò sopra l’Oceano Atlantico, al largo della costa di Cape Canaveral, in Florida a causa di un guasto ad una guarnizione del razzo a propellente solido. Il Challenger era al suo decimo volo e nella missione del 28 gennaio 1986, la Sts-51-L, persero la vita il comandante Francis (Dick) Scobee (47 anni), il pilota Michael Smith (41), gli specialisti di missione Judith Resnik (37), Ronald McNair (36) e Ellison Onizuka (40); lo specialista di carico Gregory Jarvis (42), della Hughes Aircraft, e la prima maestra che si preparava a fare dello shuttle una specialissima aula didattica, Sharon Christa McAuliffe (38).

L’esplosione dello Shuttle sconvolse il mondo

A 30 anni di distanza è difficile dimenticare le due scie di fuoco e fumo che si formarono subito dopo l’esplosione, anche perché il lancio ebbe una copertura mediatica enorme, non solo negli Stati Uniti, anche per la presenza a bordo della maestra McAuliffe. Circa il 17 per cento degli americani ha visto il lancio in diretta e anche in Italia quel giorno molte scuole invitavano i bambini a vederlo. L’incidente, che a quell’epoca era il più grave mai avvenuto nelle imprese spaziali fermò per 32 mesi il programma Shuttle e mandò in frantumi anche la sicurezza della Nasa minata ulteriormente dal disastro dello shuttle Columbia avvenuto 17 anni dopo, il primo febbraio 2003. A causare il disastro del Challenger fu un guasto ad una guarnizione (chiamata O-ring) del segmento inferiore del razzo a propellente solido. La pressione aveva spaccato una saldatura tra due sezioni del serbatoio e la guarnizione principale che avrebbe dovuto sigillare il foro aveva perso elasticità a causa del gelo che si era formato la notte precedente. Inoltre i bordi dello squarcio avevano bloccato la guarnizione secondaria. Al momento del lancio si formò un pennacchio di fumo grigio vicino al razzo di destra, ma a quel punto era impossibile intervenire e a 73 minuti dal lancio la navetta si disintegrò.