“È una vergogna!” Risparmiatori imbufaliti nella sede di Banca Etruria

“È una vergogna”. La protesta di chi ha perso i propri risparmi dopo il fallimento delle quattro banche scende in piazza a Civitavecchia, dove un mese fa si è tolto la vita Luigino D’Angelo, il pensionato 68enne suicidatosi dopo aver scoperto di aver perso i propri risparmi. Decine di persone si sono date appuntamento davanti la sede di Banca Etruria, in pieno centro storico a Civitavecchia. Ad organizzare la protesta è stato il Codacons. L’associazione ha chiesto ai vertici della banca di visionare i documenti relativi ai risparmi dei suoi clienti. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi è entrato in banca chiedendo che fosse concesso l’ingresso anche ai giornalisti, negato però dalle forze dell’ordine. In una intervista al Corriere della Sera, Roberto Nicastro, neopresidente di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti,  offre collaborazione per il ristoro agli obbligazionisti che hanno perso tutto e annuncia che “supporteremo e forniremo tutta la documentazione necessaria” anche le azioni di responsabilità avviate da chi si sente danneggiato: “Il desiderio di giustizia è molto presente nelle nuove banche e per questo valuteremo la costituzione di parte civile nelle azioni che potranno emergere”. Ne avete diritto? “Noi – risponde – ci consideriamo parte danneggiata”. “Il mio auspicio è che l’interpretazione della direttiva e del decreto permettano di orientare i frutti delle azioni di responsabilità a beneficio dei risparmiatori”, aggiunge sottolineando che “si tratta di una procedura applicata per la prima volta in Europa”. Sul fronte parlamentare si registra, inoltre,l’intervento di Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera. Su Facebook la parlamentare scrive: “Forse Renzi era distratto, ma qui in Parlamento, le opposizioni c’erano, sia quando è stato convertito in legge il decreto sulle popolari, sia quando è stata approvata la delega per recepire la direttiva sul bail in. C’erano ed avevano proposto emendamenti e sollevato dubbi”.  “All’esecutivo e al Pd – continua – dico: subito la commissione d’inchiesta sul sistema bancario. I risparmiatori e tutti gli italiani hanno il diritto di sapere cosa è successo nelle quattro banche coinvolte ed avere la certezza sullo stato del sistema bancario. La commissione d’inchiesta non invade il campo della magistratura ordinaria né blocca o condiziona il suo lavoro, ma è uno strumento fondamentale per fare chiarezza su una vicenda che ha coinvolto piccoli risparmiatori e che ha compromesso il rapporto fiduciario tra le banche coinvolte e i propri clienti”. Per Gelmini “le responsabilità penali le valuterà la magistratura, ma il Parlamento ha il dovere di accertare eventuali lacune nell’operato del governo, di Bankitalia, della #Consob e dei dirigenti delle banche”