La Ue boccia il salvataggio di Banca Tercas: a rischio altri risparmiatori?

Gli aiuti a Banca Tercas del fondo interbancario sono “aiuto di stato incompatibile”. Questa la conclusione dell’indagine della Commissione Ue, secondo cui il Fidt “ha agito per conto dello stato italiano”. L’Italia inoltre non ha presentato un piano di ristrutturazione. Banca Tercas nasce nel 1939 come Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo dalla fusione di due antiche piccole Casse di Risparmio, quelle di Nereto ed Atri. Nel 1992, con l’istituzione della Fondazione Tercas, la Cassa diventa società per azioni. Nel 2011 il Gruppo Tercas ha acquisito Banca Caripe (Cassa di Risparmio di Pescara). Nel 2014 Banca Tercas dopo una lunga crisi, viene acquisita da Banca Popolare di Bari.

Niente aiutini a Banca Tercas, neanche dal fondo interbancario

L’intervento nel luglio 2014 del Fondo interbancario di tutela dei depositi da 300 mln di euro per favorire l’acquisto da parte della Banca Popolare di Bari, è stato condotto “per conto dello Stato italiano”, secondo l’Europa. Questo, per altro, non è mai stato notificato a Bruxelles, che lo scorso febbraio ha aperto un’indagine. L’assenza di un piano di ristrutturazione “ha impedito alla Commissione di valutare se fosse possibile ripristinare la redditività a lungo termine” della Tercas “nonostante gli eventuali sforzi profusi da Banca Popolare di Bari dopo la sua acquisizione”. Inoltre, “sebbene all’epoca la partecipazione degli azionisti nella proprietà di Banca Tercas sia stata totalmente azzerata, i creditori subordinati, contrariamente a quanto richiesto dai principi di ripartizione degli oneri, non hanno minimamente contribuito ai costi di ristrutturazione”. Infine “non sono state attuate misure che avrebbero sufficientemente limitato la distorsione della concorrenza causata dall’aiuto”. Ora, però, Bruxelles “valuta positivamente il fatto che banche private stiano valutando la possibilità di sostenere volontariamente Banca Tercas”. Secondo la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager “niente impedisce alle altre banche di mettere a disposizione fondi propri in casi di questo genere, decidendo su base volontaria e senza alcuna ingerenza dello Stato, e sono lieta che stiano valutando la possibilità di intervenire a favore di Banca Tercas”. In ogni caso, ricorda la Commissione, i depositanti continuano a essere protetti. Secondo il Tesoro, la bocciatura della Ue al salvataggio di Banca Tercas, da parte del Fondo interbancario di Tutela Depositi, “non avrà nessuna conseguenza negativa” perchè “è già pronto l’intervento di un fondo volontario del sistema bancario” che metterà le risorse che Tercas dovrà restituire.