Torna la violenza in Somalia: attentato in un hotel al centro di Mogadiscio

Una potente esplosione seguita da una sparatoria è stata udita provenire dal centro di Mogadiscio. Lo ha scritto il portale di informazione locale Radio Shabelle, precisando che «l’esplosione è avvenuta alle 14 ora locale e sarebbe stata causata da un’autobomba esplosa vicino al Cinema Somali nel quartiere dove si trova l’hotel Makka Al Mukarama». Al momento non si conosce l’obiettivo dell’attacco, ha proseguito Radio Shabelle aggiungendo un «fumo si sta sprigionando dalla zona». In seguito si è appreso che ci sarebbero diversi morti nell’esplosione avvenuta nel centro della capitale somala. Lo riporta la Bbc online citando testimoni. Altre fonti parlano di almeno tre persone rimaste uccise. Questo è il primo attentato a Mogadiscio dopo quello del primo novembre scorso quando gli shabaab, il gruppo insurrezionalista islamista sunnita, tornarono all’attacco contro un hotel causando 15 morti e una decina di feriti. La maggioranza delle vittime – prosegue la Bbc citando fonti della polizia – sarebbero civili che al momento dell’esplosione si trovavano per il quartiere dove è saltata in aria un’autobomba.

In Somalia stanno operando da tempo militari italiani

La deflagrazione ha infatti avuto luogo in una zona centrale della capitale somala molto affollata dove ci sono hotel e supermarket. Non è chiaro al momento chi ci sia dietro l’attacco. In Somalia tra l’altro operano tempo militari italiani: i nostri soldati impegnati nella missione dell’European union training mission (Eutm) Somalia hanno condotto in queste settimane due corsi destinati al personale della Polizia Penitenziaria e ai detenuti della struttura carceraria della città. Il primo dei due corsi era destinato a 30 agenti, di cui 6 donne, e ha riguardato i diritti umani e la riabilitazione dei detenuti. Il secondo ha consentito invece, a 20 detenuti per reati minori e prossimi alla scarcerazione per fine pena, di acquisire le conoscenze per potersi avviare alla professione di elettricista. Il corso formativo, suddiviso in lezioni teoriche e pratiche, «permetterà ai frequentatori – si legge in una nota – di potersi reinserire meglio nella società, grazie alla professionalità acquisita». Le attività didattiche sono state finanziate dalla cooperazione civile-militare italiana in Somalia. Ma tutto questo lavoro – e denaro – rischia di essere vanificato dai fondamentalisti.