Terrorismo, smantellata una cellula jihadista attiva a Tunisi

L’unità nazionale per le inchieste sul terrorismo ha smantellato una cellula di jihadisti attivi nella città di Tunisi, specializzati nel reclutamento di giovani da inviare nelle zone di combattimento di Siria, Iraq e Libia. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno tunisino sottolineando che gli arrestati hanno confessato di aver abbracciato un ideologia estremista a causa dell’influenza dell’imam della moschea Sidi Hassine nella capitale Tunisi e di volersi loro stessi recare nei territori del jihad per partecipare ad operazioni militari tra le fila dell’Isis. Lo stesso imam ha confessato di aver incitato i fedeli della sua moschea a partire per la Siria e affermato ripetutamente la sua volontà di far cadere i regimi arabi per instaurare al loro posto il Califfato. Dopo essere stati deferiti tutti al centro giudiziario per la lotta al terrorismo di Tunisi, le autorità giudiziarie hanno emesso nei loro confronti un ordinanza di custodia in carcere.

 Tunisi chiude il valico di frontiera con la Libia

Intanto, le autorità tunisine hanno deciso la chiusura temporanea del valico frontiera con la Libia di Ras Jedir a causa di tensioni sul versante libico, dopo la riapertura di questa mattina. Il valico era infatti stato chiuso ieri sera per alcune ore dopo una sparatoria avvenuta sul versante libico per motivi dai media ricollegabili a tensioni tra polizia libica e milizie locali di al-Ghayeb a seguito della firma dell’accordo per un governo di unità nazionale. Tensioni che hanno portato al ferimento di alcune persone e costretto Tunisi alla chiusura temporanea della frontiera.