Solidarietà alla squadra di Locri minacciata: in campo le onorevoli calciatrici

Si allunga il tam tam di solidarietà alla squadra di calcio femminile di Locri, costretta al ritiro dalle competizioni per le intimidazioni e le minacce subìte in questi giorni. «La squadra di calcio femminile delle parlamentari, un vero e proprio gruppo interparlamentare, ha deciso di sfidare in una partita la squadra femminile di Locri, vittima di vili minacce, per manifestare la propria solidarietà», la proposta arriva dalla mite Paola Binetti, deputata del Gruppo Area popolare. «Un gesto concreto e veloce, un modo di dire basta alla violenza in tutte le sue forme. Un modo nuovo di prepararci a festeggiare il prossimo anno nuovo, con ironia e buon umore, ma senza alcun timore».

Le deputate sfidano la squadra rosa di Locri

La squadra di calcio femminile di Locri che ha subito soprusi, ricatti, angherie – spiega la Binetti – ha dimostrato di essere formata da donne ben poco convenzionali e soprattutto coraggiose e con la piena consapevolezza della dignità femminile. Ci sono tante forme di violenza contro le donne: alcune drammaticamente aggressive, altre più sottili e non per questo meno difficili da accettare».  L’iniziativa della squadra femminile delle parlamentari è un piccolo capolavoro, dice ancora la deputata centrista che è il medico della squadra parlamentare rosa.

Scende in campo la procura

I carabinieri del Gruppo di Locri hanno redatto un’informativa di reato, che é stata trasmessa alla Procura della Repubblica, sulle minacce rivolte alla squadra di calcio a 5 femminile Sporting Locri. L’informativa é al vaglio del pm di turno della Procura, che valuterà se aprire formalmente un’inchiesta per accertare il movente delle minacce ed identificarne il responsabile.

I dubbi del presidente

«Sono sciacalli dementi che hanno rovinato tutto. Ora se ne va un pezzo di me per sempre, ma questa vicenda fa male a Locri e a tutta la Calabria. Mi chiedo: una volta che ti attaccano così perché andare avanti?». Parole sdegnate e amare quelle del presidente della squadra femminile di calcio della cittadina calabra, Ferdinando Armeni. In un’intervista al Huffingtonpost  spiega i motivi che lo hanno portare a ritirare le “sue regazze” dalle competizioni sportive dopo le minacce ricevute. Intimidazioni pesanti, che sono sfociate nell’ennesimo bigliettino ritrovato il 23 dicembre vicino al finestrino posteriore della sua automobile, in direzione del seggiolino utilizzato per la figlia di 3 anni e mezzo. C’era scritto “Resterai a terra come queste ruote…chi si siede qui solitamente?”. Ora sulla pagina Facebook della squadra campeggia la scritta Game over. Certo, il presidente del team ammette che il ritiro può sembrare un segnale di sconfitta. «Purtroppo sì, c’è questo rischio, ma di fronte a quelle minacce non potevo fare altrimenti. La Sporting Locri l’ho costruita sei anni fa da zero, l’ho fatta nascere e ora sono io a trovarmi costretto a chiuderla».