Smog, a Milano livelli allarmanti. Governo in difficoltà

Smog, è sempre più emergenza a Milano. Hanno toccato quota 97 i giorni di superamento dei valori del Pm10 dall’inizio dell’anno. Il limite previsto dalla normativa, ricorda l’Arpa (Azienda Regionale per la protezione dell’ambiente), è non più di 35 giorni in un anno. Il 2015 si avvia quindi a diventare uno degli anni “neri” per l’inquinamento dopo un paio con dati sempre negativi, ma meno preoccupanti (nel 2014 i giorni erano stati 77 e l’anno scorso 90). Lo smog mette in difficoltà il governo, che non sa più che pesi prendere. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha convocato mercoledì 30 dicembre al ministero una riunione di coordinamento degli interventi contro lo smog nelle città italiane. Sono stati invitati i Presidenti di Regione e i sindaci dei grandi centri urbani chiamati a fronteggiare l’emergenza. Sarà presente anche il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Grillo: “Come ai tempi delle grandi guerre”

L’emergenza smog consente a Beppe Grillo  di fare la solita demagogia a buon mercato.  “Il 2015 si chiuderà secondo l’Istat con 68.000 morti in più rispetto al 2014. Come ai tempi delle grandi guerre. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’assedio di nemici silenziosi. Lo smog le sta rendendo sempre più simili a Pechino”. Il leader pentastellato lo scrive sul suo blog in un post dal titolo “morti di guerra in tempo di pace” e in cui attacca: “premier e ministri sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue”.

A Roma il Codacons pronto alle denunce penali

Pronto a nuove denunce penali il Codacons se i valori di inquinamento dell’aria a Roma non torneranno entro i valori limite. E’ quanto afferma l’associazione a difesa dei consumatori in un comunicato. “L’amministrazione comunale è responsabile della salute pubblica, e deve adottare tutte le misure idonee a tutelare i cittadini – ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Se tale obiettivo non viene perseguito, e se i provvedimenti assunti risultano inadeguati allo scopo, possono  configurarsi precise responsabilità penali in capo all’amministrazione”.