Smog, è ancora allarme rosso a Pechino: chiuse fabbriche e scuole

Nuovo allarme rosso a Pechino: la città è ancora nella morsa stringente dello smog e dell’inquinamento ormai oltre la soglia del tollerabile da troppo. Siamo al secondo sos lanciato dalle autorità cinesi nel giro di pochi giorni e a distanza di pochi giorni dal vertice mondiale di Parigi sul clima. In un comunicato appena diramato, l’Ufficio meteorologico della capitale afferma che da sabato è attesa un’ondata di smog in tutto il nord della Cina e che, dunque, occorrerà tempestivamente predisporsi a fronteggiare l’emergenza.

Smog, nuovo allarme rosso a Pechino

Dunque ci risiamo: siamo al secondo allarme rosso della storia lanciato dalle autorità di Pechino, il secondo nella storia dopo quello del 7 dicembre scorso. In conseguenza del nuovo innalzamento del livello di guardia, il più alto previsto dalla scala usata in Cina, verranno apportate alcune modifiche alla viabilità e al quotidiano svolgimento delle attività lavorative e studentesche: e allora, sarà ristretta la circolazione dei veicoli, alcune fabbriche dovranno chiudere e altre ancora ridurre sensibilmente la produzione. Vietati persino i barbecue all’aperto, mentre le scuole sono state invitate a chiudere, anche se la decisione finale spetta alla direzione di ciascun istituto. Dato lo stato d’emergenza decretato dallo stop alle attività ordinarie, sarà difficile che uan scuola, una fabbrica, un distretto deputato alla circolazione, evitino di dare seguito ai divieti.

La coltre di smog che avvolge Pechino

Lo smog, peraltro, secondo le previsioni, non si dissolverà prima di martedì prossimo e la visibilità a Pechino e nelle altre zone interessate scenderà a meno di un chilometro. La concentrazione di particelle inquinanti PM2,5 salirà a 500 per metro cubo d’aria. Per valutare la gravità della situazione basta pensare che l’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che oltre le 25 per metro cubo le partiecelle PM2,5 siano pericolose per la salute. Nel novembre scorso, dopo che per alcuni giorni la capitale era stata avvolta da una fitta nube di smog, le autorità municipali sono state criticate per non aver dichiarato l’allarme rosso e non aver preso misure drastiche per ridurre l’inquinamento. Glia abitanti della capitale, nel frattempo, hanno provveduto autonomamente con l’acquisto in massa di aria fresca proveniente direttamente dal verde Canada…