Se la beneficenza la fa CasaPound un po’ “Repubblica” si dispiace…

Una gara di solidarità come tante, ma se a farla è CasaPound il quotidiano Repubblica è colpita dal mal di pancia. La vicenda è raccontata nelle pagine della cronaca di Roma e già nel titolo – ” Polemica all’Olimpico. Alla partita di beneficenza 3mila biglietti all’ultradestra” – si intravede tutta la faziosità di cui è intriso l’articolo. «Un gesto generoso – si legge – che esalta migliaia di tifosi, può nascondere un segreto, una miccia capace di scatenare la polemica in rete».

Gara di solidarietà bocciata se a farla è CasaPound

Di che cosa stiamo parlando?  L’ex campione della Roma  Vincent Candela ha organizzato una partita  all’Olimpico finalizzata a raccogliere fondi per la Tr32tadue onlus, fondata dal giocatore per i bimbi meno fortunati. L’iniziativa ha avuto i suoi bei risultati: lo stadio era pieno, «il ritorno della Sud che ha interrotto lo sciopero, un incasso di tutto rispetto». Ma a turbare la gioia della serata è bastato poco. Almeno per Repubblica. Una parte, “seppure piccolissima dell’incasso è finita altrove”. In sostanza, uno dei calciatori impegnati nella raccolta solidale, Paolo Alberto Faccini ha chiesto di poter vendere personalmente tremila biglietti ricavando, come è accaduto agli altri che hanno venduto i biglietti, l’1% del ricavato. Una somma irrisoria «circa 500 euro su un totale  di migliaia di euro».

La solidarietà di “Popoli” ai Karen di Birmania

I 500 euro sono finiti nelle casse della Comunità  Solidaristica Popoli. «Una onlus, scrive ancora la Repubblica, a cui molti supporter non perdonano il sostegno a una  causa, quella dei Karen in Birmania, vicina anzi vicinissima a quella di Casapound, i fascisti del terzo millennio». Il quotidiano diretto da Ezio Mauro spiega che ad annunciare la donazione era  stato lo stesso Faccini  durante un evento al circolo futurista di Casalbertone, definito “presidio dell’estrema destra”, sul cui sito erano  in vendita i ticket proprio accanto al tesseramento per Cpi. Si legge ancora nell’articolo che a capo di Popoli «c’è, ad esempio,  Franco Nerozzi: ex giornalista, ama definirsi “bieco e delirante anticomunista” e nell’ultimo editoriale  sul sito della Onlus che porta medicinali in Birmania chiama a raccolta “camerati” e citando brani degli “Ultima frontiera”, gruppo fasciorock». Ma perché, aiutare un popolo perseguitato non è forse solidarietà?