“Ultimo” scopre tangenti e appalti truccati anche nell’Aeronautica militare

«Alterazione di almeno nove gare di appalto». Tutte riguardanti opere di manutenzione ordinaria o straordinaria di basi dell’Aeronautica militare. Con quest’accusa i carabinieri del comando Tutela per l’Ambiente, guidati dal colonnello Sergio De Caprio, meglio conosciuto come il capitano Ultimo che mise le manette ai polsi di Totò Riina, hanno arrestato otto persone tra militari, dipendenti civili del ministero della Difesa e imprenditori. I reati ipotizzati sono turbativa d’asta, falso materiale, introduzione clandestina in luoghi militari e corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio.

Nuovo colpo del capitano Ultimo: gare di appalto truccate per 9 milioni di euro

Secondo la procura di Velletri, nelle basi di di Capodichino, Centocelle, Pratica di Mare, Vigna di Valle e Guidonia ci sarebbe stato un giro di mazzette in cambio dell’aggiudicazione delle rispettive gare di appalto per lavori del valore di quasi nove milioni di euro. Ad agire, all’alba, in qualità di Polizia militare, sono stati i Carabinieri del Noe in collaborazione con il comando dell’Arma per l’Aeronautica e i comandi provinciali di Roma e Latina. Il gip di Velletri, Emiliano Picca, ha autorizzato quattro arresti in carcere e quattro ai domiciliari. Nel primo blocco figurano l’imprenditore di Avezzano Giovanni Sabetti (45 anni); il dipendente civile presso la base di Pratica di Mare Fabrizio Ciferri (48 anni); il tenente colonnello Gianpiero Malzone, 48 anni, in servizio all’ufficio Infrastrutture ed impianti del secondo reparto Genio dell’Aeronautica e l’imprenditore di Anzio Massimiliano Ciceroni (42 anni). Da ieri sono agli arresti domiciliari, invece, il dipendente civile della base di Pratica di Mare Stefano Pasqualini (53 anni); la compagna di Ciferri, Angelica Mariana Ruscior (35 anni, rumena); l’imprenditore Roberto Bacaloni (59 anni), di Velletri e Antonio Chiaro, romano 45enne, pure lui imprenditore.

Arrestate otto persone tra militari, dipendenti civili del ministero della Difesa e imprenditori

A completare il quadro dell’inchiesta – scrive “Libero” – altri nove avvisi di garanzia spiccati nei confronti di sette imprenditori, un capitano e un graduato dell’Ami. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il ruolo centrale nell’inchiesta, partita nel settembre del 2014 nell’ambito delle indagini sulla Cpl Concordia, spetta a Sabetti. L’imprenditore è accusato di essere al vertice di una vera e propria associazione a delinquere. Grazie ai dipendenti civili della Difesa compiacenti, l’imprenditore per «decine di volte» sarebbe riuscito ad alterare lo svolgimento delle gare.