Schiaffi tra Roma e l’Ue: per cavarsela Renzi fa il “bullo” con la Merkel

In casa hai la grana di una mozione di sfiducia al tuo ministro di punta. In Europa ti dicono che il pasticcio delle banche è tutta farina del tuo sacco e, come se non bastasse, ti fanno pure sapere, per quanto indirettamente, che non è il caso di mettersi a fare gli spavaldi sulla ripresa, perché la crisi è tutt’altro che passata. È chiaramente una giornataccia, che rischia di finire in debacle su tutti i giornali. Che fare dunque? La risposta di Matteo Renzi è la più scontata possibile: trovare un colpo di teatro. Ma quale? E qui c’è il colpo di genio: alzare un po’ le penne con Frau Merkel, per di più nel pieno di un vertice a Bruxelles.

Renzi e un «Consiglio europeo molto dibattuto»

Ecco, Matteo Renzi nel suo “venerdì nero” se l’è cavata così, con la circolazione di una voce su un «vivace scambio» con la cancelliera in seno al vertice europeo, poi confermata da lui stesso che ha parlato di «un Consiglio europeo molto dibattuto», in cui «si è fatto un paio di discussioni di quelle vere anche con Paesi amici».

Juncker avverte: «Nel 2016 sarà ancora crisi»

E dire che, dopo l’imbarazzante discussione alla Camera sull’affaire Boschi-Banca Etruiria, Renzi aveva dovuto pure fare i conti con le nefaste previsioni di Jean-Claude Juncker a Bruxelles. Il presidente della Commissione Ue, infatti, aveva sentenziato che «per il 2016 non mi faccio nessuna illusione, assomiglierà come una goccia d’acqua al 2015» e che «le crisi che ci sono resteranno e altre ne verranno», con buona pace degli entusiasmi di Palazzo Chigi.

Ma i problemi restano

Rischiava, insomma, di essere una giornata disastrosa. Poi quel colpo di fortuna (o di genio, appunto) delle «vivaci discussioni» in senso al Consiglio Ue, che sono diventate per il premier italiano il catalizzatore di tutte le attenzioni, nonché l’occasione per mettersi sul petto la medaglietta di quello che ha detto alla Merkel che «non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa, cara Angela» e che «lo stato di solidità del sistema delle banche italiane è migliore di quello tedesco». Dal punto di vista mediatico l’operazione è riuscita, facendo guadagnare a Renzi titoli sullo scontro con la cancelliera. Certo, poi sul tavolo restano irrisolti tutti i problemi politici, ma – si sa – per i “bulli di periferia” ciò che conta è vincere la battaglia delle parole, che i problemi sono sempre di qualcun altro.