Scattano le sanzioni di Putin: bloccate le importazioni dalla Turchia

Dal prossimo primo gennaio la Russia non importerà più frutta e verdura, sale, pollame e altri prodotti dalla Turchia. È invece già operativo da oggi lo stop ai voli charter. Sono queste le prime conseguenze nei rapporti tra Mosca ed Ankara dopo l’abbattimento da parte della contraerea turca di un jet russo impegnato in un’azione di ricognizione sulle truppe dell’Isis dislocate lungo il confine tra Siria e Turchia. Il blocco delle importazioni e dei voli charter sono contenuti in un decreto firmato sabato scorso da Vladimir Putin che specifica il contenuto delle sanzioni introdotte dal governo con un decreto presidenziale.

Bloccati anche i voli charter tra Russia e Turchia

Nel frattempo, dei difficili rapporti con il Cremlino parla anche Barack Obama seppur sul fronte della lotta al terrorismo internazionale. «Con la Russia – spiega da Parigi il presidente americano – continuiamo ad avere divergenze sul futuro di Assad. Per me non è possibile che resti al governo in Siria, lo penso da cinque anni. Considero Assad – ha aggiunto – qualcuno che ha ammazzato migliaia e migliaia di cittadini in modo illegittimo. E’ impossibile che possa riunire la Siria».

Obama vuole convincere Putin a mollare Assad

Al momento, il destino di Assad e quello della Siria divaricano profondamente le strategie anti-Isis delle due superpotenze. Obama non sembra avere fretta: «Non mi aspetto – rivela infatti l’Inquilino della Casa Bianca a margine della conferenza stampa sul clima – che vedremo una svolta a 180 gradi della strategia di Putin sulla Siria. Da anni la Russia investe nel mantenere Assad al potere e finché saranno allineati con il regime molte risorse russe saranno rivolte contro l’opposizione siriana». Obama, tuttavia, non dispera che qualcosa nella strategia russa possa cambiare: «Nei prossimi mesi – annuncia – vedremo un cambiamento nei calcoli della Russia» e una consapevolezza che è tempo di mettere fine alla guerra civile in Siria. Sono convinto, ha detto ancora il presidente americano, che Mosca alla fine «riconoscerà che l’Isis rappresenta una minaccia più grande per la Russia dei gruppi d’opposizione siriana che combattono Assad».