Sarajevo, sventato attacco terroristico. Islamici pianificavano cento morti

Attacco terroristico sventato a Sarajevo, dove un gruppo di estremisti islamici stava pianificando per la fine dell’anno un attentato nel quale avrebbero dovuto perdere la vita “cento persone”. Lo ha reso noto, secondo la stampa locale, il procuratore antiterrorismo Dubravko Campara, annunciando l’arresto di 11 persone. L’obiettivo era quello di piazzare una bomba sotto una macchina della polizia oppure in un luogo di ritrovo per poter colpire molte persone. Ma l’esplosivo non è stato ancora trovato. Gli arresti, ha spiegato ancora il procuratore, risalgono al 22 dicembre, quando la polizia bosniaca ha lanciato una vasta operazione nell’area di Sarajevo e arrestando 11 radicali islamici, indagati per reclutamento e incitamento pubblico ad attività terroristiche, che sono collegati a gruppi e strutture dell’Isis e a persone che stanno combattendo in Siria e in Iraq.

Intorno a Sarajevo e in tutta la Bosnia è molto diffuso il fenomeno dei foreign fighter  che combattono sotto le insegne del Califfato- Sono circa 300 i jihadisti bosniaci in Siria, secondo quanto riferisce il sito The Post internazionale, molti dei quali musulmani che si sono radicalizzati dopo essere entrati in contatto con i predicatori salafiti arrivati in Bosnia-Erzegovina durante la guerra degli anni Novanta. In rapporto alla popolazione totale, si tratta del numero di combattenti stranieri più alto d’Europa. A ottobre 2015 un tribunale bosniaco ha condannato  quattro persone perché reclutavano e raccoglievano fondi per l’Isis in Bosnia.