A San Pietro vince la paura. Pochi fedeli all’udienza generale del Papa

Piazza San Pietro semivuota per l’udienza generale di Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Africa. E’ il sintomo della paura che serpeggia tra la gente per le minacce di attentati dell’Isis.  Imponenti le misure di sicurezza in tutta l’area intorno al Vaticano. Pochi i fedeli, come era già accaduto nella scorsa udienza generale a Roma, quella del 18 novembre, immediatamente successiva agli attentati di Parigi del 13 novembre. Nel corso dell’udienza il Pontefice ha ripercorso le tappe più significative del suo viaggio nel continente nero. “Tutelare il creato riformando il modello di sviluppo perché sia equo, inclusivo e sostenibile”: è questa “la sfida globale della nostra epoca”, ha detto Papa Francesco. E’ “uno scandalo” e “una vergogna per l’umanità” vedere convivere “ricchezza e miseria”, ha aggiunto riferendosi a Nairobi, in Kenya, ma sottolineando che succede “anche qui”. Ricordando poi, in particolare la tappa in Centrafrica, il Pontefice ha ricordato : “Questa visita era in realtà la prima nella mia intenzione, perché quel Paese sta cercando di uscire da un periodo molto difficile, di conflitti violenti e tanta sofferenza nella popolazione. Per questo ho voluto aprire proprio là, a Bangui, con una settimana di anticipo, la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia, in un Paese che soffre tanto, come segno di fede e di speranza”.

Il Papa ha ripercorso le tappe salienti del viaggio in Africa

“Passare all’altra riva, in senso civile, significa lasciare alle spalle la guerra, le divisioni, la miseria, e scegliere la pace, la riconciliazione, lo sviluppo. Ma questo presuppone un ‘passaggio’ che avviene nelle coscienze, negli atteggiamenti e nelle intenzioni delle persone. E a questo livello è decisivo l’apporto delle comunità religiose”. Nel viaggio apostolico Francesco ha “incontrato le Comunità Evangeliche e quella musulmana, condividendo la preghiera e l’impegno per la pace”.  Poi, il Papa si è soffermato a riflettere sulle differenze tra i due continenti: l’Europa, dove i giovani “sono pochi perché la natalità sembra un lusso”, e un altro, l’Africa, dove gran parte della popolazione è costituita da minorenni, “una promessa per andare avanti”.  Rivolgendosi ai giovani, il Papa, parlando dell’opera dei missionari incontrati nel viaggio in Africa, e definendo la loro testimonianza “eroica”, ha rivolto un appello: “Pensa a che cosa vuoi fare tu della tua vita, è il momento di pensare e di chiedere al Signore che ti faccia sentire la Sua volontà, ma non escludere, per favore, questa possibilità di diventare missionario per portare amore nel mondo”.