Respinta la sfiducia alla Boschi: M5S ha fatto un buco nell’acqua

L’Aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia individuale presentata da M5S nei confronti del ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi relativamente alla vicenda banche. I voti a favore sono stati 129 e 373 i contrari. Una mozione, quella dei grillini, che è riuscita nell’intento di ricompattare la maggioranza di governo e a rinfocolare l’arroganza renziana. «Leggendo l’intervento del ministro Boschi e le risposte in aula, mi pare del tutto evidente che si sia trattato di un clamoroso boomerang per il Movimento 5 stelle», gongola il premier da Bruxelles. «Questo governo ha salvato 1 milione di persone» proclama Matteo Renzi, sottolineando che «non c’è alcuna reticenza a dire che ha permesso di salvare 7.200 stipendi ed un milione di correntisti e senza mettere un centesimo di denaro pubblico: lo abbiamo fatto con i soldi delle banche». E, continua «lo abbiamo fatto senza alcun conflitto di interessi». La mozione di sfiducia «ha paradossalmente consentito al ministro Boschi di dimostrare che non c’è stato alcun favoritismo».

Meloni: «Ma la Boschi non ha chiarito niente»

La mozione dei grillini non è stata raccolta da Forza Italia. «Il governo Renzi merita tutta la nostra sfiducia perché ha distrutto la fiducia degli italiani. Voteremo la sfiducia all’intero governo che abbiamo presentato ma non questa sfiducia individuale, uno strumento che non appartiene alla nostra storia. Non smentiamo quello che Forza Italia è sempre stata per ragioni elettoralistiche». Così nell’Aula della Camera il deputato azzurro Roberto Occhiuto ha motivato la scelta di non appoggiare la mozione di M5S, accusando il Pd di «doppiopesismo odioso». Un’accusa tra le righe che trapela anche dal discorso di Maurizio Lupi di Ap, che del governo Renzi è stato autorevole esponente fino a otto mesi fa. «Tra la vicenda di Maria Elena Boschi e la mia c’è un dato comune: non avevo fatto assolutamente nulla io come non ha fatto nulla Boschi», dice Lupi ricordando le proprie dimissioni da ministro nello scorso marzo. «Quella decisione di lasciare – spiega Lupi – fu una considerazione personale riguardo alla mia concezione di politica e responsabilità. Non si rinuncia, malgrado si faccia politica ad essere persone. Del resto, se Renzi mi avesse chiesto le dimissioni per un fatto da me non commesso, proprio per quella ragione non mi sarei dimesso». Nonostante la Boschi si sia salvata, non la aspettano tempi felici. «Non è arrivato nessun chiarimento – attacca Giorgia Meloni rivolta al ministro Boschi, nell’Aula della Camera  – Suo padre è stato commissariato non dal governo ma da Bankitalia. Il problema è che non solo il ministro Boschi ma l’intero governo Renzi nel complesso viva di conflitti di interessi e di logiche opache, cui va la nostra sfiducia». Per la leader di Fratelli d’Italia, «il governo Renzi ha dimostrato di essere un vergognoso comitato di affari a difesa degli amici, delle banche e delle lobby».