Renzi a Porta a Porta: nessuna autocritica. “Non temo la sfiducia”

Un’altra giornata di fuoco per il governo, sotto attacco da parte delle opposizioni per lo scandalo della Banca Etruria. Matteo Salvini, leader della Lega, è il capofila di chi parla di “suicidio di Stato” a proposito della morte del pensionato Luigino D’Angelo e, come le altre forze di opposizione, punta l’indice contro la famiglia Boschi: “I beni della famiglia Boschi vanno bloccati e tenuti sotto sequestro, in garanzia della vedova, di quelli truffati. E’ squallido fare i fenomeni e dire che le vittime sono degli sciacalli. Uno sbaglia e chiede scusa, papà Boschi si ritira, lascia la sua casa e la sua macchina in garanzia per i truffati e poi ne parliamo”. Matteo Renzi reagisce utilizzando il salotto di Porta a Porta, da dove difende l’operato del suo governo: rivendica di avere salvato, con il decreto sulle banche, “un milione di persone, di correntisti e di 7200 stipendi non pagati. E’ chiaro che c’è qualche migliaio di persone che accederanno ad un arbitrato e si vedrà che se hanno diritto a riprendere i soldi come io auspico”. Quanto alle mozioni di sfiducia – afferma – saranno un autogol per chi le presenta. Respinge l’accusa di avere favorito il padre del ministro Boschi: “Noi abbiamo mandato a casa l’intero cda in cui c’era il padre di Boschi; il cda è stato sanzionato e il padre di Boschi ha pagato una sanzione. La legge è uguale per tutti, è finito il tempo delle leggi ad personam”. nega che vi sia un conflitto di interessi: Poi la promessa: “Chi ha truffato dovrà pagare e chi è stato truffato sarà risarcito”. Risposte e promesse che non accontentano le vittime del salva-banche, circa 130.000 persone coinvolte nell’azzeramento di obbligazioni e azioni, cittadini che Renzi – così loquace nel salotto di Bruno vespa – si è rifiutato finora di incontrare. Intanto l’aula del Senato ha detto no alla richiesta di mettere subito in calendario la mozione di sfiducia contro il ministro Boschi proposta dai senatori del M5S.