La Regione promove un call center anti-gender. Polemica in Lombardia

Un call center anti-gender per tutelare in particolare i minori e denunciare la diffusione nelle scuole di episodi contrari ai valori della famiglia. L’idea nasce nel consiglio regionale della Lombardia, dove è stato presentato un emendamento al bilancio 2016-18 per attribuire all’assessorato alle Culture, identità e autonomi «risorse per l’utilizzo di un numero verde, attraverso l’occupazione di operatori telefonici».

L’impegno del Pirellone per contrastare la teoria gender

L’emendamento, il cui primo firmatario è l’esponente della Lega Massimiliano Romeo, fa seguito alla mozione per contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole già approvata dalla maggioranza regionale di centrodestra in occasione di una manifestazione a sostegno della famiglia che si è tenuta, tra le polemiche, il 17 ottobre. Nel documento si chiedeva l’intervento della giunta per evitare la divulgazione nelle scuole di libri e materiale a sostegno dell’ideologia gender e per tutelare il ruolo educativo delle famiglie, troppo spesso scavalcate e tenute all’oscuro delle attività scolastiche che puntano a ridurre a mero condizionamento culturale e sociale le differenze tra uomo e donna. La mozione fu oggetto di accese polemiche da parte dell’opposizione di centrosinistra, che ora promette di replicare la bagarre anche intorno all’emendamento al bilancio.