Ravenna, scoppia la rissa: giovane italiano accoltellato da un albanese

Nel ravennate una violenta rissa rischia di finire in tragedia: è l’ennesima aggressione fisica efferata e inconsulta, quella che si è consumata nelle ultime ore, e che colpisce quella che avrebbe dovuto essere una notte di quiete natalizia della tranquilla provincia settentrionale. L’ultimo episodio criminale che, nel delineare i contorni dello scontro fisico tra italiani e albanesi, evidenzia a grandi linee i tratti di un conflitto multietnico frutto di una convivenza sempre più difficile. Un episodio come tanti, purtroppo, ma che – una volta di più – specie al nord, e ormai all’ordine del giorno, dà prove di conflittualità e illegalità sempre più al limite.

Ravenna, rissa con albanesi: giovane italiano accoltellato

Le indagini sono ancora in corso e puntano a chiarire se sia trattato di una lite violenta scoppiata per il controllo criminale del territorio o di una rissa provocata da futili motivi. Quello che è certo è che un venticinquenne italiano è stato accoltellato la notte del 25 dicembre, verso le 5.30, durante una rissa a Milano Marittima, sul litorale ravennate. Il giovane italiano ferito da un ragazzo di origini albanesi – e soccorso dai sanitari del 118, intervenuti anche con l’ausilio di un medico – è stato ricoverato all’ospedale di Ravenna in “codice 3”, cioè in gravi condizioni, anche se non in pericolo di vita. E quello che è altrettanto certo è che alla rissa avrebbero preso parte anche altre persone, sia italiane che albanesi. Di sicuro, almeno due italiani e due albanesi.

La possibile dinamica dei fatti, le indagini dei carabinieri

Dunque, ancora una rissa, ancora uno scontro fisico che rischia di finire in tragedia, ancora un giovane ferito a coltellate e trasportato nel più vicino ospedale col codice di massima gravità. Ancora un episodio criminale violento che ripropone un copione che, di volta in volta, cambia il set, alterna i volti e i ruoli di vittime e carnefici, ma torna puntuale a riproporre il leitmotiv di quella che si rivela essere, sempre di più, una difficile convivenza multietnica, richiesta alle nostre città dal dramma migratorio senza fine, che una dissennata politica dell’accoglienza e dell’integrazione si dimostra quotidianamente inefficace a gestire e a risolvere.