Putin inarrestabile: aumentano di ora in ora le sanzioni imposte alla Turchia

La Turchia sempre più nel mirino della Russia di Putin che, inarrestabile più che mai, affonda l’ultima stoccata a Erdogan e colleghi: e nelle guerra fredda scoppiata all’indomani dell’abbattimento del jet russo ad opera dell’aviazione turca, le reazioni del Cremlino non accennano minimamente ad attenuarsi. Anzi…

Russia, nuove sanzioni alla Turchia

È un progressivo e meticoloso lavoro sanzionatorio, quello strutturato ora dopo ora dal 24 novembre scorso, giorno dell’abbattimento del jet russo e della morte di uno dei due piloti in missione anti-Isis sui cieli al confine con la Siria. Un’operazione implacabile che, via via che passano i giorni, estende il suo lungo braccio punitivo anche a settori non previsti fin qui, o meglio, addirittura non prevedibili. E allora, dopo il divieto dì’importazione di alcuni specifici prodotti turchi – elencati in un’apposita lista stilata dal governo –; dopo le limitazioni imposte alle attività delle organizzazioni turche, dopo l’obbligo dettato ai datori di lavoro delle imprese russe di non assumere – a partire dal 1 gennaio – cittadini turchi che non siano già sotto contratto alla data del 31 dicembre, le sanzioni della Russia contro la Turchia, si apprende in queste ore, saranno ampliate ulteriormente fino ad arrivare a coinvolgere anche il settore alberghiero, quello della lavorazione del legno, dell’addestramento dei piloti e tutto l’ambito inerente l’acquisto di prodotti o servizi da parte di enti statali russi. Non solo. Per i privati viene ipotizzato lo stop della “licenza di pagamento”, che di fatto vieterà transazioni bancarie fra società russe e turche. A riportare tutto e nel dettaglio è il quoptidiano moscovita Kommersant che, tra le righe, spiega anche che – in base a quanto appreso fin qui – il governo si riserverebbe comunque la possibilità di intervenire sulla norma in qualunque momento per «modificare» questi divieti. Il Cremlino, da parte sua, non conferma e non smentisce: semplicemente non ha voluto commentare le ultime indiscrezioni in circolazione.

La Russia verso un maggior coordinamento con gli Usa

Intanto, dopo l’incontro a Mosca di martedì tra il presidente russo Vladimir Putin, il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, si registrano i  otevoli passi avanti in direzione di un maggior coordinamento tra le due superpotenze nella lotta all’Isis: frutto di una strategia diplomatica concordata durante le tre fruttusoe ore dell’incontro e sintetizzate  positivamente dallo stesso capo della diplomazia di Mosca, citato da Interfax. E giovedì toccherà al segretario della Lega Nord Matteo Salvini impegnato in due giorni in Russia  per una serie di incontri privati e politici, a quanto pare ancora in fase di definizione. Al momento sembrano però confermati gli appuntamenti già in agenda  con il presidente della Commissione Esteri della Duma – la Camera bassa del parlamento russo – Aleksei Pushkov e con il responsabile dei rapporti esteri del partito di governo Russia Unita, Andrei Klimov.