Il Pentagono sconfessa Obama: «È guerra, non abbiamo contenuto l’Isis»

«La realtà è che siamo in guerra». Così il capo del Pentagono, Ash Carter, in un’audizione davanti alla commissione Difesa del Senato Usa per aggiornare sulla strategia degli Stati Uniti contro l’Isis. Carter ha detto di aver «personalmente contattato» 40 Paesi per chiedere un maggiore contributo nella lotta allo Stato islamico. «Sono d’accordo con il generale Dunford che non abbiamo contenuto l’Isis», ha aggiunto il capo del Pentagono. Joseph Dunford, generale dei marines e capo di Stato maggiore dal maggio 2015, nell’audizione del primo dicembre davanti al Senato Usa era stato categorico e lo aveva detto per primo: «Non abbiamo contenuto l’Isis». Un quadro della situazione che andava a smentire impietosamente le frasi del presidente Barack Obama, pronunciate il 12 novembre in un’intervista all’emittente Abc. «Abbiamo contenuto l’Isis, non stanno guadagnando terreno in Iraq», aveva assicurato Obama ai telespettatori americani. «Quello che non siamo riusciti a fare è decapitare il loro vertice, anche se abbiamo fatto progressi nel bloccare il reclutamento di combattenti stranieri», aveva aggiunto il presidente. Nell’arco di pochi giorni sono arrivate le smentite del capo di Stato maggiore, del segretario alla Difesa e, sul piano della sicurezza, gli attentati di Parigi e di San Bernardino. Una serie di figuracce per il presidente Usa, che è anche comandante in capo delle Forze armate.

Dal Pentagono avvertimento a Putin: «Stia dalla parte giusta di questa guerra»

Nell’audizione di mercoledì 9 dicembre in Senato, il segretario alla Difesa Carter ha anche sottolineato che dispiegare «significative» forze di terra Usa in Siria e in Iraq è una cattiva idea perche «americanizzerebbe» il conflitto. Sul fronte iracheno, ha invece aggiunto che «gli Usa sono pronti all’invio di elicotteri Apache e consiglieri militari in Iraq» per aiutare le forze locali a riprendere il controllo di Ramadi. Da Carter è arrivato anche un avvertimento a Putin. «La Russia – ha detto il capo del Pentagono – deve concentrarsi sulla parte giusta di questa guerra».