Pensioni, Salvini attacca: “Toglieremo la cittadinanza italiana alla Fornero”

La riforma delle pensioni firmata dalla  Fornero è stata un bastonata per lavoratori e lavoratrici. Matteo Salvini ha ribadito la battaglia della Lega – che è una battaglia di tutto il centrodestra – per la cancellazione della legge Fornero, parlando durante la festa invernale del partito. Il leader leghista ha usato parole molto dure nei confronti dell’ex ministro del Lavoro di un governo tecnico che tanti danni ha compiuto, a partire dall’emergenza esodati che ha lasciato sul suo poco lusinghiero cammino. Elsa Fornero, «lo dico con tutto lo spirito natalizio – si è spinto a dire Salvini  – è una str…E quando andremo al governo le toglieremo anche la cittadinanza italiana, così dovrà chiedere il permesso di soggiorno e decideremo noi», tanto il danno creato è incommensurabile.

Pensioni, stangata in arrivo per le donne

La battaglia sulle pensioni va avanti tra dati sconfortanti. Tra il 2009 e il 2016 l’importo della pensione calcolato con il contributivo è diminuito del 13% se si considera la stessa età di uscita a 65 anni. Il calcolo tiene conto della revisione dei coefficienti nel 2010 (a quattordici anni dall’entrata in vigore nel 1996), nel 2013 e nel 2016. La prossima revisione è prevista nel 2019 e da quell’anno sarà biennale. Sono le donne ad essere maggiormente penalizzate dal sistema innescato dalla legge Fornero.  La stangata è in arrivo nel 2016 sull’età di accesso alla pensione e sull’importo dell’assegno calcolato con il metodo contributivo. La Legge di Stabilità limita infatti gli interventi sul settore solo ad aspetti marginali per quanto riguarda l’età di uscita e l’anno prossimo quindi scatterà sia il gradino previsto dalla legge Fornero per la pensione di vecchiaia delle donne, sia l’aumento di 4 mesi per tutti legato alla speranza di vita, sia la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo. In pratica per le donne dipendenti del settore privato l’età di uscita per vecchiaia passerà dai 63 anni e 9 mesi del 2015 a 65 anni e 7 mesi (compreso l’innalzamento di 4 mesi dell’aspettativa di vita), mentre le autonome potranno prendere l’assegno solo dopo aver compito 66 anni e un mese.