La paura dei terroristi svuota i cinema. Ma soltanto a Roma e Milano

La paura del terrorismo sembra si sia affacciata a Roma e Milano, con le sale cinematografiche che nei fine settimana subito successivi agli attentati di Parigi hanno perso spettatori e gli appuntamenti del Giubileo meno affollati rispetto alle previsioni. Ma a livello nazionale i morti francesi non hanno allontanato gli italiani da cinema, teatro, concerti. E intanto, a giudicare dai primi sei mesi dell’anno, il 2015 si conferma un anno di netta ripresa per lo spettacolo italiano, a partire dal cinema che cresce anche meglio del previsto con quasi un 10 per cento in più di spesa al botteghino (9,26%) e un volume d’affari lievitato del 10,88%.

La paura e la crescita delle sale

A raccontarlo – anticipati in esclusiva all’Ansa – sono i dati dell’Osservatorio Siae che in stretta aderenza con i Rapporti Bes 2014 e 2015 di Istat e Cnel, fotografano un paese che sembra aver ritrovato la fiducia nel futuro e la serenità necessaria per spendere soldi e tempo libero tra film e teatro, musica, sport, circo equestre. Un’Italia dove hanno perso appeal burattini e marionette e dove il balletto perde un po’ di pezzi. Ma dove invece continuano a piacere e convincere sia la tradizionalissima lirica che la prosa, per non parlare dei concerti pop e rock e naturalmente del cinema, che pure vede nella top ten dei primi sei mesi una predominanza di film americani, con un solo titolo tricolore, Si accettano miracoli di Alessandro Siani, piazzato al quinto posto. Tant’è, dal cinema al teatro, dalla musica al settore di mostre e fiere – spiega all’Ansa il nuovo direttore Servizi in Convenzione Gennaro Milzi – nei primi sei mesi dell’anno in corso gli indicatori sono tutti positivi, in qualche caso anche oltre le previsioni già avanzate a luglio dal presidente della Società degli autori e degli editori Filippo Sugar.