Parola d’ordine: salvare la Boschi! A ogni costo, pure con i voti di Verdini

Tra palesi conflitti di interessi, prestiti facili per gli amici, operazioni spregiudicate per cercare di tappare le falle nei bilanci, controlli all’acqua di rose, la storia della Popolare dell’Etruria, su cui si sono aperti tre filoni di inchiesta, rischia di tracimare, portando a valle i detriti di un sistema che già in passato aveva mostrato forti limiti, soprattutto nella gestione del portafoglio crediti. Perché si è lasciato che trascorresse tutto questo tempo? E come mai, di fronte a una questione che politicamente presenta aspetti così poco edificanti, vale per la ministra Maria Elena Boschi (la cui famiglia, dal padre al fratello, ha avuto un ruolo importante nell’istituto salvato dal crac grazie al decreto salvabanche) quel che , invece, non è valso per il Guardasigilli Cancellieri e il ministro Lupi? Ricordate la storia del figlio del ministro della Giustizia nel governo Letta, tirato in ballo per il caso Ligresti e per una telefonata fatta in carcere, senza che ci fosse un avviso di garanzia? E la vicenda dell’ex ministro dei Lavori Pubblici, chiamato in causa per un incarico professionale ricoperto dal figlio, in una indagine che non lo toccava direttamente? Nei confronti dei due ministri sia Renzi che la Boschi si appellarono a principi etico morali per dare lezioni a destra e a manca. Un politico, dissero allora, deve sapersi dimettere nel nome di questi valori, a prescindere dalla esistenza o meno di responsabilità penali a suo carico. E lo deve fare per togliere dall’imbarazzo il governo di cui fa parte. Ora, invece, quei principi sono finiti nel dimenticatoio. Di più, la Boschi, con supponenza e una buona dose di arroganza, si permette di ironizzare sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione dei Cinquestelle alla Camera, forte dei numeri che a Montecitorio stanno abbondantemente dalla sua parte. Come se la questione possa ridursi a una semplice conta numerica. E non ci fosse, al contrario, nulla da chiarire rispetto ad uno scandalo che, giorno dopo giorno, sta assumendo proporzioni enormi. Numeri che, comunque, al Senato, sono diversi, molto diversi. Se poi, come sembra, la Boschi si dovesse salvare anche a Palazzo Madama con il soccorso di Verdini, ci sarebbe davvero di che riflettere. Allora sì che il duo Renzi-Boschi toccherebbe il fondo. La congiunzione di voti pro Boschi sulla questione Banca Etruria ci consegnerebbe la foto di un Paese ridotto a brandelli da banchieri intriganti, avventurieri della finanza, speculatori indecenti e pervicaci massoni.