Parigi, madre di un soldato ucciso fischiata dai socialisti per il foulard

Per reazione al suo apparire con un velo islamico, la madre di una vittima del terrorismo è stata fischiata ad un evento ospitato dal Parlamento francese. Lo riportano diversi media francesi. Bersaglio della contestazione è stata Latifa Ibn Ziatem, madre del soldato ucciso da Mohammed Merah, lo jihadista in scooter di Tolosa, negli attentati del marzo 2012. L’altro giorno si trovava al Parlamento di Parigi per testimoniare della sua tragica esperienza durante un convegno organizzato dai deputati socialisti. Solo che a un certo punto sono partiti fischi e schiamazzi.

Latifa Ibn Ziatem era ospite del Parlamento francese

Motivo: il velo, un ‘foulard’ che portava sul capo. Secondo alcuni giornalisti presenti sul posto, gli autori dei fischi hanno abbandonato l’auditorium al momento dell’intervento della donna. Altri raccontano invece che sono stati gli uscieri a pregarli di uscire. Ad incendiare la rete ci ha pensato David Perrotin, un giornalista sul posto che su Twitter ha riportato in diretta ciò che stava accadendo: «Latifa Ibn Ziaten, fischiata oggi da alcuni socialisti per il suo velo’ durante una conferenza sulla laicità all’Assemblea Nazionale».

«Il mio foulard è un simbolo di lutto»

Un cinguettio bastato a scatenare proteste e reazioni indignate contro la maggioranza socialista. Al punto da costringere Jean Glavany, esponente socialista tra i promotori  dell’evento ad una precipitosa e poco convincente presa di distanza arrivando persino a negare la consistenza numerica e la fede politica dei contestatori. «A contestare quel foulard – ha detto – sono stati due partecipanti sui duecento presenti. Non erano deputati né tantomeno socialisti». Tra l’altro, Ibn Ziaten ha spiegato che il foulard era un segno di lutto per la perdita del figlio e non un simbolo religioso.