Operatrice di call center perde la voce: a giudizio ex consigliere di Fassino

La malattia professionale del call center a processo per la prima volta in Italia. E a giudizio finisce un ex-consigliere comunale di centrosinistra già condannato a 3 anni con l’accusa di peculato per le spese pazze dei consiglieri regionali in Piemonte, il responsabile legale della Voice Care all’epoca dei fatti l’ingegner Gabriele Moretti, ex consigliere comunale a Torino per i Moderati per Fassino, e, prima ancora, eletto con Forza Italia, per il caso di una dipendente che, dopo nove anni di attività come operatrice, aveva subito un deficit vocale irreversibile.
Il pm Raffaele Guariniello, in una delle sue ultime indagini prima della pensione, ha ipotizzato nei confronti dell’ex-consigliere di centrosinistra il reato di lesioni personali colpose. A giudizio, con il manager, anche il responsabile della sicurezza del call center e tre medici del lavoro.
L’inchiesta era scattata nel dicembre dello scorso anno, quando in seguito ad una segnalazione ordinaria dell’Inail il sostituto procuratore Guariniello aveva iscritto Moretti nel registro degli indagati.
Il caso è quello di una torinese di 44 anni affetta da “cordite cronica“, come certificato dalle autorità sanitarie. La donna, dipendente dal 2003 al 2012, parlava in media fra i trenta e i quaranta minuti ogni ora di servizio e, nonostante nel 2011 avesse accusato una distonia, era stata ritenuta idonea al lavoro.
Secondo i risultati di un’ispezione dell’Asl, l’azienda aveva preparato un documento di valutazione dei rischi che non prendeva in considerazione la possibilità di questo tipo di disturbo per i telefonisti. I cinque imputati sono accusati di non avere tempestivamente allontanato la dipendente all’insorgere dei primi sintomi e di non avere fatto corretta prevenzione del rischio da sforzo delle corde vocali.
Il processo si aprirà nel febbraio 2017 e sarà dunque il primo per malattia professionale nei call center, un mondo già finito nei mesi scorsi alla ribalta delle cronache per le condizioni di lavoro degli operatori.
Secondo una recente indagine conoscitiva sui call center presenti in Italia, sono circa 80mila le persone che impiegano in tutto il Paese. Il 72,2 per cento sono donne, percentuale che si alza in modo particolare nel Mezzogiorno. Il 39 per cento degli operatori ha meno di 30 anni, ma quelli tra i 30 e i 49 anni sono addirittura il 69 per cento. Anche a causa della loro giovane età, gli occupati nei call center sono più istruiti: due su tre possiedono un diploma e uno su cinque la laurea.
L’ex-consigliere dei Moderati per Fassino Gabriele Moretti era già salito alla ribalta delle cronache proprio in relazione alla sua società di ricerche di mercato Voice Care e indagato per le spese folli dei consiglieri della Regione Piemonte. Dall’esame delle richieste di rimborso presentate all’epoca dai consiglieri della lista di centrosinistra Moderati per Fassino era emerso che il capogruppo dei Moderati, Michele Dell’Utri, aveva presentato una fattura – e pretendeva, quindi, dai cittadini, il rimborso di quei soldi – da 191.00 euro per presunte spese di ricerche di mercato proprio attraverso la società Voice Care, cioè la società di Moretti, anch’egli consigliere dei Moderati. Insomma una cosa in famiglia. Come se non bastasse si era poi scoperto che la Voice Care di Moretti era, in realtà, controllata da un’altra società più grande, la Contacta Spa di cui era dirigente, guarda caso, un altro signore, l’onorevole del Pd Giacomo Portas, fondatore tanto del gruppo dei Moderati per Fassino quanto della società Contacta SpA ma, sopratt0utto, padrino politico di Michele Dell’Utri. Il quale sui manifesti elettorali aveva fatto stampigliare bene in vista la frase “Non sono parente“. Marcello si starà sicuramente fregando le mani.