Niente velo nei musei di Venezia. E cosa accadrà a Roma per il Giubileo?

Intanto tocca ai musei: «Non si entra con il volto coperto». Domenico Cuttaia, prefetto di Venezia, ha deciso. «Sull’onda dell’allarme terrorismo, i direttori dei poli d’arte della città mi hanno contattato. E mi hanno chiesto: come ci dobbiamo comportare con chi si presenta all’ingresso travisato? Semplice: «Non si entra col volto coperto». E la misura potrebbe essere estesa a tutti i luoghi pubblici.

Venezia ha deciso, ma dal Viminale nessuna sollecitazione per le altre città a rischio

Un giro di vite che, almeno a Venezia, potrebbe essere esteso agli altri luoghi pubblici. Sollecitato anche dal pressing del procuratore aggiunto del capoluogo véneto, Carlo Nordio, che aveva chiesto di «proibire l’uso del velo a Venezia per una questione di sicurezza», il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito ieri in prefettura sul tema della tutela dei siti artistici veneziani, ha scelto la linea dura: basta visitatori con il viso coperto alle Gallerie dell’Accademia o a Palazzo Ducale. A completare il quadro per il rafforzamento della sicurezza, l’uso di metal detector portatili e l’aumento dei sistemi di videosorveglianza.

Misure eccezionali a aVenezia per prevenire il terrorismo

Una circolare della prefettura lagunare sarà inviata anche alle fondazioni e e ai musei privati della città. «La nostra è una città molto frequentata e nel periodo delle festività natalizie è previsto un grande afflusso di visitatori. Sulla scorta di questo e degli interrogativi di alcuni direttori dei musei, abbiamo deciso, per ragioni di sicurezza, di interdire l’ingresso a chi si presenta con il volto coperto», spiega Cuttaia. Casco, maschera di carnevale, burqa o niqab (il velo che copre l’intero corpo della donna lasciando scoperti solo gli occhi) che sia. La direttiva, che sarà operativa da subito, lascia ai singoli musei il compito di definire le modalità con le quali far rispettare la prescrizione. In caso di dubbi, una circolare dei ministero dei Beni culturali invita i siti museali a rivolgersi alla prefettura, si legge su “Libero”.