Nelle scuole superiori tedesche si potrà studiare il Mein Kampf

Si riaccende in Germania il dibattito sul Mein Kampf di Adolf Hitler, il libro-manifesto dell’ideologia nazionalsocialista, complice la circostanza che i diritti d’autore scadranno il 1 gennaio 2016. Fino ad ora tali diritti erano in possesso del ministero delle Finanze del Land della Baviera mentre dal prossimo anno tutti potranno dare alle stampe il testo. Un bene o un male? Di sicuro la censura e il mistero hanno sempre accresciuto e non certo diminuito l’interesse per un libro e non si vede perché, nell’Europa che si vuole figlia dei lumi, della tolleranza e della libertà, debba vigere un proibizionismo inusuale verso un libro che risale a 70 anni fa.

L’associazione degli insegnanti tedeschi si è espressa a favore dell’utilizzo del Mein Kampf nelle lezioni scolastiche per le scuole superiori. Con l’obiettivo di far comprendere ai giovani dove può condurre il radicalismo politico. Lo ha scritto il quotidiano Handelsblatt nella sua edizione online. Sarà un estratto dell’edizione critica che uscirà a gennaio,  arricchita di oltre 3500 note che contestualizzano il manifesto del Fuehrer, a finire sui banchi di scuola, commentato e spiegato agli studenti delle scuole superiori da professori capaci di illustrare le conseguenze nefaste che il libro ebbe sulla storia tedesca e su quella del mondo. L’ipotesi ha trovato il consenso dell’Spd: “Mein Kampf è un testo spaventoso e mostruoso”, ha detto Ernst Dieter Rossmann, portavoce dei socialdemocratici per le politiche educative, interpellato dall’Handelsblatt, “smascherarne i contenuti antisemiti e lesivi dei diritti dell’uomo in moderne lezioni scolastiche è il compito di insegnanti qualificati”.