Nel 2006 la Fallaci profetizzò: “Con l’islam l’Occidente è vigliacco”

Martedì prossimo alla festa della Lega Nord ad Albino (Bergamo) Roberto Calderoli diffonderà l’audio dell’ultimo discorso della giornalista Oriana Fallaci, che tenne al consolato italiano di New York nel febbraio 2006. Da pochi giorni la Fallaci era stata premiata dal consiglio regionale della “sua” Toscana dal presidente Riccardo Nencini, e da poche ore c’era stato il sanguinoso attacco da parte di jihadisti alla nostra ambasciata in Libia, a Bengasi. Il quotidiano Libero ne ha anticipato ampi stralci. Nel discorso la giornalista definisce i musulmani “invasori” e accusa l’Occidente remissivo di essere loro complice. La Fallaci ricorda anche la manifestazione dell’estrema sinistra in piazza Venezia, con bandiera palestinese lunga decine di metri, in cui sono state bruciate bandiere americane e israeliane e scandito l’atroce slogan “10, 100, 1000 Nassiriya”. In cui anziché condannare il selvaggio attacco alla nostra sede diplomatica, si piangeva le 11 vittime della polizia di Gheddafi, che tentava solo di preservare le prerogative della nostra ambasciata. Per le sue posizioni filo occidentali e anti islamiche la Fallaci era stata un po’ messa al bando dalle anime belle del politicamente corretto, ma il premio della regione Toscana, disse lei, era la prova che qualcuno non si era fatto intimidire. Quel discorso fu veramente profetico, e oggi Usa, Ue, Occidente in genere debbono rimpiangere di non averla ascoltata.

La Fallaci ricorda anche il “10, 100, 1000 Nassiriya” gridato dalle sinistre

Disse la Fallaci: “Quindi premiando la Fallaci dimostrate di non aver ceduto all’intimidazione. (…) Dimostrando insomma che avete coraggio e di questi tempi, tempi in cui il coraggio costa più caro del petrolio e la vigliaccheria si svende invece per pochi centesimi, trovare qualcuno che non cede alle intimidazioni è un grande conforto. Una ricchezza che è anche speranza, anche se ormai c’è poco da sperare. Per capirlo basta considerare la vigliaccheria con cui tanti italiani hanno reagito alle islamiche minacce e sommosse per le vignette sul profeta spadaccino e tagliateste. (…) Senza alcuna dignità, a ogni livello politico e istituzionale, le nostre presunte leadeship hanno offerto scuse al nemico mentre il nemico bruciava le nostre chiese e le nostre bandiere europee. Mentre assaltava e saccheggiava le nostre ambasciate. Mentre in Turchia, quella Turchia che i nostri califfi vorrebbero nell’Unione europea pardon nell’Eurabia al grido di «Allah akbar Allah akbar» un turco ammazzava con due revolverate alle spalle un prete intento a pregare nella sua piccola chiesa. Un prete che voleva il dialogo coi musulmani. Mentre a Londra un famoso sceicco sosteneva in televisione l’urgenza di sottoporre al giudizio di un tribunale islamico il danese colpevole d’averci fatto ridere sul proprio profeta spadaccino tagliateste, nonché la necessità di giustiziarlo secondo le leggi islamiche. Mentre a migliaia anzi a centinaia di migliaia nelle piazze dell’Iran, dell’Iraq, dell’Afganistan, della Siria, dell’Egitto, del Libano eccetera i figli di Allah berciavano alzando cartelli con la scritta «decapitare chiunque insulti l’islam».