Né destra né sinistra. Storica vittoria del partito nazionalista in Corsica

So corsu ne so fieru. L’anima nazionalista della Corsica, l’italianissima Isola di Bellezza ceduta alla Francia da Genova nel 1768,  domenica scorsa si è presa la rivincita sui partiti storici del “continente”. Con il 35,35% dei voti, la lista nazionalista unitaria Pè a Corsica si è aggiudicata il secondo turno delle elezioni francesi sconfiggendo la sinistra uscente e ottenendo un risultato storico (del quale la stampa italiana non fa quasi parola).  Una vittoria rincorsa da 40 anni dai nazionalisti còrsi, che ha portato migliaia e migliaia di uomini e donne a festeggiare per le strade di Ajaccio e Bastia con caroselli, canti e l’immancabile bandiera còrsa con la testa di moro su campo bianco. «È la vittoria della Corsica e di tutti i còrsi», ha dichiarato il capo del partito nazionalista, Gilles Simeoni, da un anno sindaco di Bastia.

I nazionalisti còrsi primo partito

Il partito nazionalista, guidato da Gilles Simeoni, classe ’67, si è aggiudicato ben 24 seggi  sui 51 del Parlamento di Ajaccio. Al secondo posto il partito di Paul Giacobbi (sinistra) con il 28,49% (12 seggi), al terzo posto la destra di José Rossi con il 27,07% (11 seggi) e infine il Front national di Christophe Canioni con il 9,09% (4 seggi). Si è rivelata vincente la strategia unitaria che al secondo turno ha visto raggruppati nella lista Pè à Corsica le liste degli autonomististi di Femu a Corsica e degli indipendentisti di Corsica Libera. La vittoria dà ragione a quella che Simeoni chiama «una volontà profonda di vera alternativa, una sete di democrazia, di sviluppo economico, di giustizia sociale». È servita una lunga marcia di 40 anni per arrivarci – ha detto il dirigente degli indipendentisti Jean-Guy Talamoni – «saremo gli eletti di tutto il popolo perché la Corsica non è una semplice circoscrizione amministrativa francese, ma un Paese, una nazione, un popolo».

Chi è il leader nazionalista

Figlio del medico Edmond Simeoni, uno dei padri del nazionalismo còrso e protagonista dei Fatti di Aleria del 1975, Gilles Simeoni inizia giovanissimo la sua attività politica come rappresentante degli studenti all’Università di Corte dopo aver aderito al movimento nazionalista A Mossa Naziunale. Nel 1981 viene eletto all’Assemblea di Corsica e nel 1983 diventa consigliere comunale a Bastia. Laureato in giurisprudenza (ha studiato a Corte in Corsica e all’Università di Aix-en-Provence), il leader dei nazionalisti còrsi è noto anche per essere l’avvocato difensore di Yvan Colonna, condannato per associazione a delinquere e all’ergastolo per l’attacco alla gendarmeria di Pietrosella (Corsica del Sud). Alle elezioni territoriali del 2010 Simeoni si candida presidente, la sua lista Femu a Corsica arriva terza dietro Camille de Rocca Serra (Ump) ottenendo al secondo turno il 21,57% di voti e 11 seggi. Un escalation di successi e sapienti “contagi” che hanno stemperato l’indipendentismo più radicale permettendo al partito nazionalista còrso di ottenere la straordinaria vittoria del 13 dicembre. Oltre la destra e la sinistra. Una vittoria che, dice il vecchio Edmond Simeoni, «viene dall’antica sete di libertà del popolo còrso, una libertà sempre cercata, mai negoziata».