Natale vietato a scuola: hanno parlato tutti tranne lei, la “ministra” Giannini

Fiumi di polemiche sul divieto di festeggiare il Natale a scuola, niente canti e niente presepi, e sul crocifisso. Manifestazioni e accuse. Genitori in piazza. Hanno parlato tutti tranne lei, la Giannini, che è ministro dell’Istruzione e che quindi avrebbe dovuto subito dire la sua e non aspettare le calende greche o chiedere il permesso a Renzi anche perché – con tutto quel che sta accadendo – l’Italia ha urgente bisogno di uno scatto d’orgoglio.

Il silenzio della Giannini è durato troppo a lungo

«Il moltiplicarsi dei casi di intolleranza anti-cattolica nelle scuole italiane impone una chiara e pubblica presa di posizione del ministro Giannini, alla quale chiediamo venga a rispondere in aula al Senato alle interrogazioni che stiamo presentando. Da Rozzano a Sassari, a tanti altri casi, vediamo l’emergere di docenti arroganti, che impediscono celebrazioni, che mettono al bando canti e presepi, che sbattono la porta in faccia ad autorità religiose», ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri (FI). «C’è quindi un fenomeno diffuso e capillare di strisciante intolleranza. Il rispetto delle scelte religiose di ciascuno è ovviamente tutelato dalla Costituzione, e garantito all’interno delle nostre scuole. Altro è cancellare simboli, celebrazioni, eventi, incontri che si rifanno ad una identità prevalente nel nostro Paese. Questi dirigenti scolastici vanno immediatamente rimossi, ma all’intero sistema deve giungere un indirizzo chiaro e trasparente da parte del ministro Giannini. I suoi interventi sin qui sono stati insufficienti. Si impongono parole chiare e forti con il massimo potere di divulgazione possibile».