La moglie del kamikaze del Bataclan: sono fiera di mio marito

La moglie appena diciottenne di uno dei kamikaze del Bataclan, Samy Amimour, in una serie di lettere inviate a un’amica dalla Siria si dice “fiera” di quello che il marito ha fatto, e addirittura scrive di “invidiarlo” perché ha potuto morire da martire. Lo rivela il quotidiano Le Parisien, citando documenti sequestrati dagli inquirenti durante le indagini sugli attentati del 13 novembre a Parigi. “Sono molto fiera di mio marito e di vantarmi dei suoi meriti”, “sono così felice qui”, scrive ancora Kahida, fuggita dalla Francia ancora minorenne per raggiungere lo Stato islamico in Siria, dove si è sposata con Amimour con rito religioso. La donna ammette anche che sapeva “fin dal primo momento” dei piani stragisti del marito.

Samy Amimour aveva 28 anni, era nato a Parigi e era originario di Drancy, nella regione della capitale francese. Era attenzionato dai servizi francesi e era stato incriminato nell’ottobre 2012 per associazione a delinquere in relazione a un’organizzazione terroristica “a causa di un progetto di partenza verso lo Yemen, poi accantonato”. Dopo aver “violato il controllo giudiziario nell’autunno 2013”, è stato spiccato un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti. Subito dopo Samy Amimour, descritto dalla famiglia come un giovane gentile e timido durante l’adolescenza, è partito per la Siria, dove si trovava ancora nell’estate 2014. La sua famiglia ha spiegato che le speranze di vederlo tornare si sono ulteriormente affievolite, visto che Samy si era sposato in Siria.