Missili su Raqqa. Putin: «L’Isis non ci costringa all’uso di armi nucleari»

Per la Russia  il bombardamento via mare di due postazioni dell’Isis a Raqqa, in territorio siriano, può essere solo il primo passo di una possibile escalation militare. Lo ha detto in maniera molto chiara il leader del Cremlino, Vladimir Putin, a commento del lancio dei missili da crociera da parte del sottomarino Rostov sul Don in immersione nel Mediterraneo: «I missili Kalibr e i razzi da crociera A-101 – ha avvertito Putin poco dopo l’avvio delle operazioni – possono essere armati sia con testate convenzionali sia con testate speciali, cioè quelle nucleari. Certamente – ha aggiunto in tono rassicurante – nulla di questo è necessario nella lotta ai terroristi, e spero che non sarà mai necessario».

Il ministero della Difesa diffonde il video del bombardamento

Che Mosca intenda fare sul serio e soprattutto che intenda farlo capire al resto del mondo, è testimoniato anche dal fatto che da qualche ora il ministro della Difesa, Serghiei Shoigu, ha autorizzato la pubblicazione sul sito ufficiale del dicastero del video che mostrerebbe il lancio di missili da crociera da parte del sommergibile contro gli obiettivi Isis in Siria.

Putin si prepara ad incontrare John Kerry

Intanto, sul fronte non meno incandescente delle frizioni tra Putin e Erdogan seguite all’abbattimento del bombardiere Su-24 da parte degli F-16 di Ankara nella zona di confine tra Turchia e Siria, su ordine del leader russo si procederà a dissigillare la scatola nera del jet russo alla presenza di esperti internazionali. Per fortuna i venti di guerra non escludono la possibilità di colloqui di pace. Anche in questo caso è il Cremlino a tenere l’iniziativa. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha infatti dichiarato di non escludere per la prossima settimana un incontro a Mosca tra il leader russo e il segretario di Stato americano John Kerry.