A Milano nessuno vuole allearsi con il Ncd. Neppure il renziano Sala

Vero è che l’effetto primarie impone di prendere con le pinze ogni impegno dei candidati rivolto al futuro. Così come è vero che la necessità di non dare corpo e sostanza alle accuse di eccessivo moderatismo mossegli dalla sinistra del Pd può costare qualche incomprensione, ma è altrettanto vero che trattare – così come ha fatto in un’intervista a Repubblica Giuseppe Sala, candidato di Matteo Renzi alle primarie del Pd di Milano – alla stregua di una vecchia pantofola il Ncd, alleato di governo a Roma , qualche frizione tra Angelino Alfano  e Matteo Renzi rischia di crearla. «Quel che è certo – ha infatti detto l’ex-commissario dell’Expo nella  mentre apriva al confronto con Sel – è che non farò nessun allargamento all’Ncd».

Sala ha escluso «allargamenti» al partito di Alfano

Le reazioni dei cosiddetti «moderati di governo» non sono tardate ad arrivare: «Sala scopre l’acqua calda – scrive in un tweet Roberto Formigoni -. Ma è da un mese che noi abbiamo escluso alleanze con chi uscisse da primarie Pd». Come a dire: ma chi vi vuole. Più risentita la dichiarazione del coordinatore lombardo del partito di Alfano, Alessandro Colucci, che replica al Pd per parlare agli antichi alleati della galassia berlusconiana: «Un Sala incoronato dagli amici di Pisapia – ha tenuto a precisare – a noi non interessa e non è mai interessato. Ci siamo, infatti, sgolati nei mesi scorsi per proporre la creazione di un centrodestra nuovo, sul modello lombardo, capace di porsi proprio quale reale alternativa alla sinistra». Il problema è proprio qui: il Ncd, partito di governo, rischia di essere tagliato fuori dai giochi in una metropoli decisiva come Milano. Il simmetrico rifiuto ad allearvisi di Pd da un lato e Lega dall’altro può creare problemi seri ad Alfano.

Formigoni fa buon viso a cattivo gioco

Nel frattempo, la macchina organizzativa del Pd si è avviata. Proprio in queste ore, Sala  ha cominciato la raccolta delle firme necessarie per gareggiare alle primarie. Dovrà vedersela con la vice di Giuliano Pisapia a palazzo Marino, Francesca Balzani, all’assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, e all’ex consigliere provinciale Roberto Caputo. Rigorosamente in rosso la scritta sulla home page del suo sito online: «Firma per Beppe Sala sindaco».