Migranti, FdI: «Va rimandato a casa chi non lascia le impronte digitali»

16 Dic 2015 10:26 - di Augusta Cesari

Non bastano i “giuramenti” del governo Renzi, del ministro Alfano in particolare, a cambiare la realtà dei fatti, ossia l’incapacità – o l’inadempienza – dell’Italia nel rispettare le regole europee per arginare l’ingresso massiccio di migranti e smistare chi può entrare da chi non può : «Troviamo paradossale che l’Italia non abbia già proceduto all’identificazione dei nuovi arrivati attraverso le impronte digitali e le foto segnalazioni». A parlare è il parlamentare di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli, che spiega i termini gravi di un’immigrazione che rimane incontrollata perché il governo non sa o non vuole controllarla come fanno gli altri Paesi d’Europa. «Siamo stati travolti da decine di migliaia di immigrati approdati grazie al salvataggio in mare, un flusso di portata biblica – spiega Rampelli – e il ministro dell’Interno Alfano non ha ancora attivato le misure necessarie per l’identificazione, il controllo della fedina penale e il rimpatrio dei non aventi diritto. A tutela del territorio nazionale e di quello europeo». Il quadro complessivo che ne deriva è grave, gravissimo: «Siamo allo sbracamento totale dello Stato di diritto e Renzi è il principale imputato di questo collasso istituzionale. Chi non vuole lasciare le impronte sia rinviato a casa“, conclude Fabio Rampelli. La Commissione europea e altri Paesi non hanno lesinato le critiche all’Italia per la mancata opera di identificazione del flusso dei migranti. L’Italia è ancora in ritardo e la pazienza a Bruxelles è finita e, salvo ripensamenti, la Commissione Ue povrebbe aprire una procedura d’infrazione per il mancato rispetto delle regole su Eurodac, il sistema europeo di raccolta delle impronte digitali dei migranti. Un’altra figuraccia che potevamo risparmiarci.

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