Meloni: «Dalla Boschi nessun chiarimento sul conflitto di interessi»

L’invidia suscitata dal«fare il ministro a 34 anni» e affrontata «senza paura» perché «bugie, denigrazioni, chiacchiericci, maldicenze fanno parte delle regole del gioco»; l’orgoglio per il padre e per una famiglia dalla «storia semplice, umile e forte», il ribadito sogno di maternità, stavolta condito dall’amore filiale: «Se avrò la fortuna di essere madre spero che i miei figli siano orgogliosi di me come io lo sono di lui». Quanto a mozione dei sentimenti Maria Elena Boschi, nella sua difesa alla Camera prima del voto sulla mozione di sfiducia, davvero non si è fatta mancare niente. E tanto le è valso l’applauso della maggioranza e del Pd, che l’ha beatificata fino a farne «un gigante  di natura politica e morale», come ha sostenuto il vicesegretario Lorenzo Guerini. Ma nel merito delle accuse che le sono rivolte il ministro è riuscita a sgombrare il campo dalle ombre del conflitto d’interessi?

La debole difesa della Boschi

Il nodo è tutto lì e non la Boschi non l’ha sciolto nemmeno con la contabilità offerta all’aula sul valore delle azioni di Banca Etruria sue e della sua famiglia. Perché al centro della vicenda ci sono, prima di tutto, le responsabilità di una gestione dissennata dell’istituto, i cui costi finora sono stati scaricati tutti sulle spalle dei piccoli risparmiatori. Boschi ha sostenuto in aula che il governo non ha fatto nulla per favorire il padre, che anzi dal governo «è stato commissariato e sanzionato», perché «non c’è nessun favoritismo nella nostra Italia». Ma, come notato da più parti, mentre la rimozione del management è avvenuta per mano di Bankitalia, il suo salvataggio è avvenuto per mano del governo, che ha fatto del decreto “Salva-bache” un decreto “salva-banchieri” inserendo nel testo una clausola di salvaguardia dei dirigenti da eventuali azioni legali mosse dagli azionisti.

Meloni: «Da Boschi nessun chiarimento»

E questo è solo uno dei tanti punti della questione che restano non chiariti e che hanno fatto dire a Giorgia Meloni che dal ministro Boschi «non è arrivato nessun chiarimento». «Suo padre è stato commissariato non dal governo, ma da Bankitalia. Il problema è che non solo il ministro Boschi, ma l’intero governo Renzi nel complesso vive di conflitti di interessi e di logiche opache, cui va la nostra sfiducia», ha detto Meloni di Fdi, sottolineando che «il governo Renzi ha dimostrato di essere un vergognoso comitato d’affari a difesa degli amici, delle banche e delle lobby».