Mattarella telefona a Girone, ma la situazione dei Marò non migliora

Il presidente Mattarella rivolge i suoi istituzionali auguri natalizi ai due Marò, e con una telefonata a Salvatore Girone – rimasto da solo in India dopo il rientro del collega Massimiliano Latorre per curarsi dall’ischemia che lo ha colpito mentre era a New Delhi – rinnova il suo impegno e le sue speranze per una soluzione positiva dell’intricata vicenda. Di più: l’inquilino del Quirinale ha assicurato che tutto il Paese e le istituzioni sono impegnate in questa direzione.

Girone, il quarto Natale in India

Eppure, da ormai quasi quattro anni i due fucilieri di Marina sono imprigionati nella maglie burocratiche della giustizia indiana e dell’inconcludenza diplomatica che, nonostante l’avvicendarsi a Palazzo Chigi di ben tre governi di centrosinistra – da Monti a Letta fino a Renzi – non è arrivata a mettere la parola fine alla via crucis dei due Marò, che di tappa in tappa – dall’arresto all’arbitrato, fino alla sentenza dell’Aia – non ha però condotto verso il traguardo sperato: quello del ritorno a casa dei due militari italiani. E così, per i due si avvicina il quarto Natale con limitazione della libertà personale. E se per Girone, costretto a rimanere in India, sarà l’ennesimo cenone speziato al curry, le cose non vanno comunque molto meglio per Massimiliano Latorre che, per quanto a casa in convalescenza, non fa mistero della propria angoscia e tristezza.

Marò, il post nero di Latorre

E infatti, sul suo profilo Facebook Latorre ha postato un quadrato nero al posto della sua immagine, senza accludere messaggi o commenti: un pugno nello stomaco che dice molto su come – a ritroso e guardando avanti – il fuciliere tarantino del San Marco, dal febbraio 2012 al centro di una diatriba internazionale con l’India, veda le possibilità d’uscita dal tunnel in cui è imprigionato insieme all’amico e collega Salvatore Girone. E, altrettanto, nessun commento al gesto è arrivato dai familiari di Latorre, che nell’imminenza del quarto natale da vivere nel segno dell’incertezza sulla sorte di entrambe i Marò, e con la tensione per l’inizio dell’arbitrato internazionale de L’Aja, tradiscono a loro volta sfiducia e stanchezza. Intanto il governo italiano ha presentato istanza perché ai propri militari siano riconosciute dal collegio arbitrale le misure cautelari in modo tale che i due Marò possano essere rimessi in libertà per la durata del procedimento davanti ai magistrati in Olanda. Ma tutto è ancora al livello di richiesta in attesa di risposta, di istanze e di sentenze da pronuciare: e il tempo passa, e i Natali si avvicendano…