Marine Le Pen in festa: «Nessuno fermerà la volontà del popolo»

«Il Front National è il primo partito di Francia, è un risultato magnifico». Marine Le Pen e il suo popolo sono in festa. In questo piccolo comune del nord della Francia, Hénin-Beaumont, si assapora la vittoria della presidente del Front National che con il 42,1% è a un passo dalla presidenza della regione Nord-Pas-de-Calais-Picardie, tradizionalmente di sinistra, con 6 milioni di abitanti e 3 miliardi di euro da gestire. «Il popolo si è espresso e la Francia ha sollevato la testa», esulta la leader di partito. Marine sorride, si leva qualche sassolino dalla scarpa contro «le campagne di calunnie e intimidazioni»: «Siamo noi l’unico fronte veramente repubblicano perché l’unico a difendere la nazione e la sua sovranità». E invita tutti gli elettori «che si sentano patriottici» a raggiungere il Fn al secondo turno del 13 dicembre.

Marine Le Pen acconta dall’entusiasmo della gente

Erano da poco passate le 20 quando i maxischermo dell’Espace Mitterrand si sono sintonizzati su iTélé, che trasmetteva le prime stime. Tanti applausi, uno dopo l’altro, tutti per Marine Le Pen. Il primo per il successo del partito a livello nazionale, subito dopo quello più forte e accompagnato dallo sventolio di bandiere francesi per il 42,1% di Marine nella regione, il terzo è per la nipotina Marion Maréchal-Le Pen che in Provenza-Alpi-Costa-azzurra supera il 41. E non sono mancati i fischi, quando gli schermi mostrano la diretta del candidato socialista Pierre de Saintignon, arrivato terzo: «Dobbiamo trovare una soluzione per difendere i valori della Repubblica», dice senza però precisare se desisterà al ballottaggio in favore di Xavier Bertrand (Républicains). Duro – e altrettanto fischiato – l’ex ministro di Nicolas Sarkozy che lancia un appello per il secondo turno: «Il volto del Nord-Pas-de-Calais non sarà quello della signora Le Pen». Il sindaco di Hénin-Beaumont, Steeve Briois, che nel 2014 ha vinto al primo turno le comunali di questa roccaforte del Fn nel nord, è stato il primo ad arrivare a fine pomeriggio. Sorridente, con l’aria di chi ha ricevuto buone notizie, nell’attesa dei risultati non si è negato ai giornalisti, lasciando intendere che la vittoria era già in tasca, «nonostante abbiamo tutti contro, la chiesa, la stampa, il sistema intero». Compresa La Voix du Nord, lo storico giornale del dipartimento del Nord, che pochi giorni fa aveva aperto in prima con un duro editoriale contro Marine: «E’ un giornale militante, non ha più alcuna credibilità», ha tagliato corto. Ora si festeggia, e basta. Come festeggia Jeannine, una signora venuta nel quartier generale di Marine Le Pen da una città vicina. «La conosco da 7 anni, è sempre sul territorio, quello che dice lo fa – spiega -. E soprattutto caccerà i migranti, non se ne può più. A Calais è la guerra, la gente è costretta ad andarsene». E’ il primo passo verso l’Eliseo? «Certo!», risponde un’altra militante. «I governi di destra e sinistra hanno fallito. L’Europa ha fallito. Adesso torniamo a difendere le nostre idee e i nostri valori patriottici». E perché la Francia «ritrovi il suo posto nel mondo».