Da Marchionne 5 mila euro ai dipendenti Ferrari. E i “poveri” operai Fiat?

Ferrari al top. Sbarca in Borsa, esce da Fiat Chrysler Autoimobiles, d’ora in poi correrà da sola. Il marchio ormai ha conquistato piena autonomia. Non ha più bisogno della casa madre. Come dice Luca Cordero di Montezemolo , per 23 anni presidente  e amministratore delegato della casa di Maranello, la Ferrari è stata “il bancomat della Fiat”. Sergio Marchionne, lo stratega, le ha cambiato verso, storia, consistenza. Lo scorporo da Fca era nei piani del super manager. Lucidamente programmato, tenacemente perseguito. E la svolta ora è arrivata. Per suggellarla, l’uomo, che indossa maglioni anche se deve incontrare il Papa, mostra un cuore generoso verso i dipendenti della Rossa. Nella busta paga di fine anno, i dipendenti del Cavallino troveranno una gratifica straordinaria di cinquemila euro lordi.  Lo ha annunciato  lo stesso presidente durante la riunione natalizia di auguri a Maranello con maestranze, operai e ingegneri. La gratifica è un riconoscimento del lavoro svolto nel progettare macchine che sono vendute in tutto il mondo e rappresentano un sogno. Un sogno, appunto. Un mito che si perpetua: Quel misto di passione, tecnica, creatività, eccellenza, lavoro di quadra, team motivati. Un coktail che ha fatto grande il marchio del Cavallino, lo ha reso celebre, inarrivabile, invidiato nel Mondo. Una azienda che vola nell’orbita degli affari producendo meno di 7 mila vetture all’anno, quelle che alla Fiat assemblano in un turno di lavoro. Tant’è. I risultati raggiunti parlano da soli. Eccezionali. “Ho detto che se Ferrari avesse vinto tre gare avrei ballato la samba”, aveva giurato Marchionne prendendo il timone della Ferrari. E i risultati gli hanno dato ragione. Un orgoglio per la nostra industria automobilistica, non c’è dubbio. Una soddisfazione per i dipendenti della Rossa. Un po’ meno per gli operai della Fiat. Per loro nessun premio speciale, nessuna gratifica natalizia. Noblesse oblige!