Made in Italy addio, Pininfarina passa allo straniero. E per giunta indiano…

Made in Italy addio. Pininfarima, storico marchio nazionale, azienda portabandiera del made in Italy passa di mano e si fa straniera. La Pininfarina finisce infatti all’indiana Mahindra. L’accordo è stato raggiunto dalla Pinca con Mahindra e Techmahindra. Lo si legge in una nota dell’azienda. Le negoziazioni con il più grande produttore indiano di veicoli sportivi erano in corso da mesi (le prime indiscrezioni risalgono a marzo di quest’anno) e l’accordo dovrebbe portare il passaggio di mano al colosso asiatico dello storico gruppo del Made in Italy fondato a Torino nel 1930.

I termini dell’accordo, pare, sono stati definiti la scorsa settimana. Secondo fonti vicine al dossier, Mahindra investirà in Pininfarina 150 milioni di euro per rifinanziare il debito, pari a oltre 47 milioni alla fine di settembre, e investimenti freschi.

Nella seduta di venerdì il titolo ha fatto uno scivolone (-9% a 4 euro) per i timori legati alla liquidazione della holding Pincar. La società aveva poi precisato che le trattative con Mahindra andavano avanti. Pininfarina collabora già con Mahindra allo sviluppo dei suoi Suv e ha lavorato, in particolare, sul nuovo modello compatto denominato Tuv300.

Dalle Pininfarina sono uscite, nei decenni passati,  auto che hanno fatto epoca, come la  Ferrari 365 Daytona, 308 Gtb, e 400i, la Fiat 130 Coupé, la Lancia Beta Montecarlo e le Lancia Gamma Berlina e Coupé (da cui nacquero anche gli splendidi prototipi Lancia Gamma Olgiata-Station-coupé), T-Roof (spider) e Scala (berlina 3 volumi). Oltre che per le automobili,  vengono sperimentate nuove soluzioni anche per i caravan. È del 1978 lo studio aerodinamico per la “Futura” della Nardi Caravans, prima roulotte costruita con il frontale inclinato per migliorare il Cx. Sempre a cavallo tra gli anni 70 e primi anni 80, la Pininfarina strinse un accordo con la Lancia, in nome dell’antico legame tra le 2 case torinesi, anche per lo sviluppo di design ed aerodinamica delle sue sportive che in quell’epoca gareggiavano in pista e nei rally: tra queste vanno ricordate la Lancia Beta Montecarlo Turbo, la Lancia Lc1, Lancia Lc2, Lancia 037, Lancia Delta S4 e i prototipi Lancia Ecv e Ecv2.

Il 1º aprile 2011 il designer Fabio Filippini viene nominato direttore design e assume la guida di un team che conta un centinaio di creativi e progettisti. Il 3 luglio 2012 è venuto a mancare Sergio Pininfarina, che ha guidato la crescita dell’azienda nell’ultimo mezzo secolo (1961-2001).