L’ultimo delirio dell’Isis in Libia: donna accusata di stregoneria e decapitata

Accusata di stregoneria e per questo decapitata pubblicamente. È accaduto a una donna marocchina, finita nel mirino della Corte islamica dell’Isis, a Sirte, in Libia. Oltre alla donna, è stato ucciso anche un uomo palestinese, giustiziato a colpi di pistola con l’accusa di spionaggio.

Non solo la “strega”: il boia dell’Isis sempre al lavoro

A riportare la notizia delle nuove esecuzioni da parte degli uomini del Califfato è stata l’agenzia Lana, vicina al governo di Tobruk, secondo cui anche un terzo uomo, «un libico, è stato punito con il taglio della mano per furto». Anche il portale di informazione Alwasat riferisce della decapitazione della donna, tuttavia non è chiaro quando si siano verificate le esecuzioni, per le quali manca ancora un riscontro da parte di fonti indipendenti.

I cittadini di Sabrata a difesa delle rovine romane

E sempre dalla Libia è arrivata la notizia di un sopralluogo di alcuni componenti del Consiglio municipale di Sabrata alle rovine romane, dopo che nei giorni scorsi si erano diffuse le notizie di una presenza dei jihadisti nell’area che aveva fatto temere per i tesori archeologici dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco. A riportarlo è stato ancora il sito Alwasat, riferendo le parole del portavoce della municipalità, secondo il quale durante la visita si è fatto il punto sullo stato delle rovine e dei possibili lavori di restauro a causa delle piogge e del maltempo che ha colpito la regione. È stato poi il presidente del dipartimento delle Antichità libico di Tobruk, Ahmed Hassan, ad avvertire che «l’Isis potrebbe distruggere le rovine archeologiche, in particolare a Sabrata, così come ha già fatto in Iraq e in Siria», confermando che gli «abitanti di questa città proteggeranno il patrimonio archeologico» e che «in caso di attacchi ai tesori verrà chiesto un intervento internazionale».