Lombardia, dal primo gennaio stop a burqa e niqab negli ospedali

Stretta della Lombardia contro chi indossa abiti come burqa e niqab: la giunta Maroni ha modificato il regolamento di accesso alle strutture regionali e agli ospedali vietando espressamente l’ingresso a chi si presenta (in generale) con il volto coperto, che potrà essere respinto. Durante la conferenza stampa dopo la riunione di giunta è stato lo stesso governatore Roberto Maroni a riferire che è stata approvata la modifica al regolamento per l’accesso alle strutture regionali, chiesto in particolare dalla Lega Nord dopo gli attentati jihadisti di Parigi. I dirigenti delle strutture sanitarie lombarde hanno tempo fino al 31 dicembre per adeguarsi. Potranno invece continuare a entrare nelle strutture sanitarie le donne che indossano hijab, khimar e chador, indumenti che non coprono il volto.

Lombardia, stretta su chi circola col  burqa

Il testo richiama la legge nazionale già in vigore, che vieta appunto di girare senza poter essere riconosciuti, ma il fatto di aver inserito il richiamo in un regolamento consentirà agli addetti ai controlli di non far entrare chiunque indossi caschi o anche abiti tradizionali che indossano alcune donne musulmane, benché burqa o niqab non siano espressamente citati. «Abbiamo adeguato il regolamento e ora chi controlla gli ingressi potrà non far entrare chi si presenta con il volto coperto», ha confermato Maroni.

I provvedimenti adottati a Venezia

A Venezia, il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico all’inizio di dicembre ha stabilito il divieto d’ingresso col volto coperto nei musei della città, se non è possibile l’identificazione. Nella città lagunare il livello di attenzione è aumentato in particolare per l’elevato numero di turisti. «La gente – aveva detto il prefetto Domenico Cuttaia – deve sapere di essere al sicuro e che viene fatto tutto per garantire il massimo livello di sicurezza. Per quanto riguarda quindi i musei pubblici cittadini non si può più entrare con il volto coperto se non si è identificati. Senza questo requisito, si resta fuori». Una regola valida ovviamente per ogni tipo di “copertura”, dalla maschera al casco a certi abiti appunto tradizionali indossati da alcune donne musulmane.