La Libia rimpiange il trattato firmato nel 2008 tra Gheddafi e Berlusconi

La Libia rimpiange l’accordo che l’allora rais Muhammar Gheddafi firmò con il suo omologo Silvio Berlusconi, che dell’accordo fu l’artefice, e che fece cessare completamente gli sbarchi di immigrati in Italia. In queste ore, proprio dalla Libia, sono sbarcati in Italia quasi mille clandestini, portati dalle navi della nostra marina militare. «Stiamo lavorando per riavviare il Trattato di amicizia e cooperazione» tra Italia e Libia, firmato il 30 agosto del 2008. Lo afferma un comunicato ai media della delegazione guidata dal primo ministro libico Fayez Al-Serraj. Il Trattato, secondo il premier, «aiuterà le nostre riforme economiche e il ritorno degli investimenti stranieri». Il comunicato delle delegazione libica conclude così: «Speriamo che l’ambasciata d’Italia e il consolato torneranno a Tripoli il più presto possibile, così come i voli diretti tra Italia e Libia». Ma sul campo di continua a morire, e lo “storico” accordo tra le bande armate libiche, firmato solo pochi giorni fa a Tunisi, si sta rivelando fragilissimo: violenti scontri infatti si segnalano a Derna, nell’est della Libia, tra jihadisti dell’Isis e i miliziani del Consiglio della città. Lo riferiscono i media locali. Secondo le fonti, i jihadisti avrebbero subito gravi perdite.